L’esplosione di Facebook
Pubblicato il 18-10-2008 da Sergio | 5 Commenti
Il fenomeno Facebook negli ultimi mesi si sta diffondendo in maniera sorprendente. Facebook in Italia, come quasi tutti i fenomeni legati alla rete, ha avuto la sua prima diffusione all’interno della blogosfera.
Durante l’ultima estate invece, forse anche a causa dell’orda dei mille di Melog, ho potuto vedere l’esplosione della mia rete di contatti inizialmente formata solo di blogger.
Complice il lassismo dei mesi estivi, molti impiegati tra luglio e settembre hanno scoperto Facebook passandoci letteralmente interi pomeriggi: forse che anche questa sia una causa dell’attuale crisi economica?
Attualmente sono arrivato a 150 contatti, ovvero il numero di Dunbar e quindi ho già cominciato ad eliminare alcuni contatti sconosciuti guadagnati durante il primo periodo, in generale tutte persone delle quali non ho mai avuto alcuna relazione, neanche via skype o email.
Come si può vedere dalla mappa qua sopra (generata con Nexus), attualmente i miei contatti si dividono in varie sottoreti: colleghi di lavoro, compagni di scuola, compagni di viaggio, amici di infanzia e blogger. Tutte le reti sono separate, e quella dei blogger non è molto connessa con le altre.
Facebook ha portato la socialità della rete dove nessun altro fenomeno era mai arrivato. Il gruppo del paese dove risiedo (6500 Abitanti circa) conta 127 membri, il gruppo del paesino di montagna dove vado in villeggiatura conta 97 membri, tutti i miei colleghi sono iscritti così come il mio capo, ho trovato anche molti nostri clienti e fornitori.
La Blogosfera e MySpace non sono arrivati a questo risultato.
Facebook contiene le storie di vita di persone che con la socialità in rete hanno poco a che fare. Le foto delle vacanze, i sentimenti, i pareri e le opinioni sui fatti del giorno, le passioni scorrono da contatto a contatto in un modo diverso da quelli esplorati fin ora.
Facebook è una rete di contatti approvati, ovvero decido in ogni momento chi è mio amico e quindi chi può leggere i fatti miei.
Facebook è meno egocentrico di un blog e meno anonimo di un forum: penso che questo sia il livello di esposizione personale preferito dalla maggioranza delle persone la fuori.
Facebook serve a qualcosa ed è facile da usare: molti dei miei contatti sono entrati su facebook per vedere le foto delle vacanze pubblicate da un loro amico o per pubblicare le proprie. Molti hanno imparato a taggarsi nelle foto di gruppo degli amici e quindi ora tutti hanno una bella collezione di proprie foto recuperate dai vari album dei propri amici. Per rispondere al post di Markingegno quindi, forse questa volta sono i nubbi a dover insegnare qualcosa a chi vive la rete da prima di loro. Mentre la gran parte dei blogger spamma, e cazzeggia su Facebook, molti dei non blogger hanno imparato da soli a prendere il buono da Facebook e ad ignorare tutto il resto.
Facebook è la rete della first life: è una rete adatta a condividere quello che si fa durante nella vita normale, non a caso si possono trovare moltissimi eventi non blog-related quali feste di paese, concerti, manifestazioni politiche… se intendi la socialità in rete come una Second Life separata dalla tua vita fisica Facebook non fa per te. Meglio lasciare quindi i nickname fuori da Facebook: infatti sono ben pochi nel mondo fisico a conoscermi come kromeboy. Sempre per rispondere a Markingegno quindi, va bene avere una doppia identità, ma su facebook sarebbe meglio usare quella del mondo fisico un po’ come si farebbe su LinkedIn.
Per fare un esempio di quanto Facebook sia connesso al mondo reale, la sera prima di rientrare al lavoro dalle vacanze ho pubblicato alcune mie foto in cui scavavo buche in Moldavia, al rientro in ufficio i colleghi mi hanno accolto chiedendomi cosa diavolo avessi fatto nelle mie vacanze per finire con una pala in mano.
Potrebbe tutto essere una bolla?
Facile. Si, non sono pronto a scommettere che la maggior parte dei contatti guadagnati in questo boom di Facebook saranno così attivi tra 6 mesi. Potrebbe essere un bel gioco che dura poco, ma sarebbe un peccato perché attualmente Facebook sta cambiando un poco il modo in cui comunichiamo.
ps: Se mi conosce come Sergio e non l’hai ancora fatto aggiungimi su Facebook: questo è il mio profilo.






