Dell’Essere e Dell’apparire Produttivi
Pubblicato il 17-04-2008 da SergioSento che uno dei temi sul quale si gioca il rilancio del paese è la produttività dei lavoratori, in particolare di quelli dipendenti.
Non entro, in questo post, nel merito di quali siano le misure politiche per incentivare la produttività e di quali sarebbero gli effetti di un taglio delle tasse sugli straordinari o sui premi produzione.
Voglio proporre qualche esempio concreto tratto dalla mia esperienza valutando dove sia la maggior produttività.
Parliamo di un ufficio - o studio - dove vengono sviluppate applicazioni per il web: un open space dove trovano spazio alle loro scrivanie sia sviluppatori che designer con i rispettivi responsabili di progetto. Oltre ai computer sulle scrivanie trovano posto più telefoni.
Situazione 1
Due persone palano al telefono, un terzo squilla. Voci alte. Sguardi nervosi. Un programmatore e un designer si trovano davanti allo stesso monitor discutendo animatamente, libri e manuali aperti sulle scrivanie, email stampate sparse, appunti abbozzati. Un programmatore digita rapidamente alcune righe di codice mentre altri due gli stanno rivolgendo delle domande. I responsabili di progetto nel mentre camminano nervosamente dietro alle scrivanie abbozzando domande per cercare di capire la situazione.
Situazione 2
Ogni persona è seduta alla propria scrivania, lo sguardo fisso sul monitor è leggermente assente, ognuno indossa delle cuffie, e la musica garantisce un completo isolamento. Silenzio. Scrivanie ordinate. Solo il rumore dei tasti e il fruscio dei movimenti del mouse sovrasta il ronzio dei computer.
In quale delle due situazioni si sta effettivamente producendo?
Nella prima situazione siamo di fronte ad un imprevisto evidentemente sfuggito di mano. Il team sta reagendo al meglio delle sue possibilità, ma non è organizzato sufficientemente da essere in grado di gestire la situazione. I vari elementi del team durante la reazione si danneggiano inconsapevolmente a vicenda facendo errori. L’imprevisto coinvolge clienti e probabilmente anche fornitori con i quali si dialoga - quando non si litiga - per telefono. La situazione è stressante e frustrante. Alla fine tutti saranno più stanchi del solito. Se tutto questo non bastasse questo produrrà poco o nulla. Addirittura può capitare che, nonostante l’impegno, si facciano ancora più danni.
Nella seconda situazione abbiamo di fronte un team organizzato, nel corso di un ciclo di lavoro pianificato correttamente. Ogni persona è autosufficiente ed è in grado di lavorare senza condizionare (disturbare) in alcun modo l’altro. La produttività è elevatissima e il lavoro è leggero e gratificante. La tipica situazione dove, alzando gli occhi dal monitor e guardando l’orologio si esclama “Incredibile Sono già le sei!”.
Ottenere la prima situazione è naturalmente molto semplice mentre per arrivare all’ideale illustrato nella seconda occorre parecchio impegno.
La differenza tra la prima e la seconda situazione è la gestione dei flussi delle informazioni. L’informazione è la linfa vitale di ogni team produttivo. Perché un team possa produrre occorre che tutte le informazioni necessarie possano fluire tra i membri in maniera ordinata e armonica. Ogni componente della squadra deve sapere in ogni momento cosa deve fare e come deve farlo: occorre qualcuno che organizzi i lavori e stabilisca delle modalità attraverso le quali tutti possano lavorare senza intralciarsi a vicenda.
Ho imparato a mie spese come un team di tecnici competenti ma disorganizzati possa produrre meno di un singolo tecnico.
Detto tutto questo chiudo il post con una frase talmente banale che starebbe benissimo in un poster motivazionale.
Produttività = Organizzazione




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1 Commento
Overlord ha commentato:
Mi trovi pienamente d’accordo.
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