Il Capitalismo ha i Giorni Contati
Pubblicato il 28-03-2008 da Sergio
Sono stato in Romania, quando ero ancora un ragazzino.
Il regime era caduto da pochi anni e quella nazione lontana dalla confinante Ungheria e ad anni luce dall’Europa si affacciava timidamente al benessere e al mercato.
Ricordo che con l’amico rumeno, mio coetaneo, con il quale viaggiavo si discuteva di PC (ai tempi non avevo in casa nulla di più potente di un Commodore 64) e nella nostra ingenuità vedevamo i processori pentium come qualcosa che sarebbe rimasto relegato al mondo del lavoro e non avrebbe mai trovato spazio nel mercato casalingo.
Nei lunghi pomeriggi da pre-adolescenti abbiamo frequentato le Sale Giochi di Oradea dove si poteva noleggiare con pochi Lei noleggiare un Supernintendo.
Ricordo che nel mio viaggio in Romania ci spostavamo esclusivamente a bordo di due Dacia.
Le Dacia erano praticamente le uniche auto circolanti in Romania a quei tempi.
Esteriormente il modello appariva essere unico, ma in realtà guardandole da vicino, non si trovavano due Dacia uguali: un diverso cruscotto, una forma diversa dei fari, i sedili fatti in un modo, l’orologio digitale o a lancette, il termometro a mercurio e altri piccoli dettagli (tipo trova le differenze della settimana enigmistica) facevano trasparire una produzione semi-artigianale. Una sola cosa si poteva dire con certezza delle Dacia: non erano fatte in serie.
Eppure erano degli instancabili ed indistruttibili muli: uniche auto che - a patto di non perdere le ruote durante la marcia - riuscivano a marciare agilmente sulle strade dissestate della Transilvania, trafficate da carri pieni di fieno, mucche al pascolo e occasionalmente bufali e orsi.
Ho ripensato al mio viaggio in Romania proprio questa sera perché, per la prima volta, mi sono imbattuto in uno spot in italiano della nuova Dacia.
Quando ero ragazzino, e “il vento del cambiamento soffiava in faccia alla storia” mi aspettavo di vedere tantissime cose dal futuro, ma certamente non le Dacia sul mercato automobilistico Italiano.
La Dacia fa parte del gruppo Renault, così come la Romania fa parte dell’Unione Europa.
Questo mi rende chiaro una cosa: qualsiasi regola, ideologia, abitudine o consuetudine politica, economica o sociale precedente al 26 Dicembre del 1991 non può essere valida nel 2008.
Per quanto i politici e i politicanti italiani di tutti gli schieramenti possano illudersi o vogliano illudersi l’attuale generazione non avrà alcun modo di vivere con gli stessi privilegi e le stesse tutele con la quale hanno vissuto i loro genitori, studiare non porta ad avere un posto fisso e probabilmente, il posto fisso come lo si intendeva prima del ‘91 non ci sarà più.
Il vento che ha soffiato dissolvendo la cortina e facendo crollare il muro ha portato via il mondo come lo conoscevano i nostri genitori e come lo conosce la nostra classe politica.
Questo può fare paura, il cambiamento fa sempre paura ma, per quanto ci si voglia sforzare non possiamo ristabilire il vecchio equilibrio in grado di garantire le vecchie regole, quindi…
Basta con la nostalgia!
Andiamo avanti coraggiosamente alla ricerca di un nuovo equilibrio!




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