Arthur C. Clarke ci Ha Lasciato
Pubblicato il 19-03-2008 da SergioArthur C. Clarke, lo scrittore britannico famoso per 2001 Odissea nello spazio e degli altri romanzi della serie, ci ha lasciato.
Clarke non era semplicemente uno scrittore di fantascienza: era un visionario.
Fu sua infatti l’idea della possibilità di usare satelliti posti in orbita geostazionaria per le telecomunicazioni.
Confesso di non aver letto 2001 Odissea nello Spazio, ne alcun altro libro di Clarke, ma sono rimasto però particolarmente incuriosito da un suo libro intitolato “Le fontane del Paradiso” che tratta la costruzione di un ascensore orbitale.
Questo libro non è però così facile da trovare in italiano (a meno che sia stato ristampato di recente) e le uniche copie che ho visto erano su ebay e facevano parte di una vecchia edizione Urania: in ogni caso sono riuscito a reperire una copia digitale che leggerò non appena mi regalerò un lettore di ebook.
Ho già curiosato tra le pagine del libro, e per dimostrare come Clarke vedesse il futuro ecco una pagina di “Le Fontane del Paradiso” scritto nel lontano 1979
Un tempo, uno dei compiti più modesti (ma spesso più importanti) di ogni uomo civile era l’aggiornamento regolare del taccuino d’indirizzi. Il codice universale aveva reso superflua quell’operazione: bastava conoscere il numero d’identità personale di un individuo per poterlo rintracciare entro pochi secondi. E anche se non si conosceva il numero, in genere i normali programmi di ricerca potevano scoprirlo piuttosto in fretta, servendosi della data approssimativa di nascita, della professione e di pochi altri dettagli (ovviamente si creava qualche problema se il nome era Smith, o Singh, o Mohammed…).
Lo sviluppo della rete mondiale d’informazioni aveva reso superfluo anche un altro dovere noioso. Bastava contrassegnare con una sigla particolare i nomi degli amici a cui si volevano porgere gli auguri per il compleanno o per occasioni simili, e il computer domestico avrebbe provveduto a tutto. Il giorno stabilito (a meno che, come succedeva spesso, non si fosse commesso qualche stupido errore di programmazione) il messaggio più appropriato sarebbe giunto automaticamente a destinazione. E per quanto il destinatario potesse sospettare che le calde parole che apparivano sul suo schermo fossero opera solo di strumenti elettronici, e che magari chi le firmava non pensava a lui da anni, il gesto era sempre gradito.
Ma la tecnologia che aveva eliminato certe necessità ne aveva create altre, ancor più imperiose. Fra tutte, la più importante era forse la programmazione del Sommario degli Interessi Personali.
Molti aggiornavano il proprio SIP a Capodanno, o quando compivano gli anni. L’elenco di Morgan conteneva cinquanta voci; aveva sentito parlare di gente che ne aveva centinaia. Probabilmente passavano tutte le ore della giornata a lottare col fiume d’informazioni, a meno che non si trattasse solo di burloni che si divertivano a programmare il segnale d’allarme per impossibilità classiche del tipo:
“Uova, dinosauro, rinvenimento di”
“Cerchio, quadratura del”
“Atlantide, emersione di”
“Cristo, secondo avvento di”
“Mostro di Loch Ness, cattura del”
E per chiudere in bellezza:
“Mondo, fine del”.In genere, com’è ovvio, egocentrismo e interessi professionali facevano sì che il nome dell’utente fosse il primo di ogni elenco. Morgan non faceva eccezione, ma le voci successive erano piuttosto insolite:
“Torre, orbitale”
“Torre, spaziale”
“Torre, (geo) sincrona”
“Elevatore, spaziale”
“Elevatore, orbitale”
“Elevatore, (ego) sincrono”.Quelle definizioni comprendevano quasi tutte le varianti usate dai mass-media, e gli permettevano di controllare almeno il novanta per cento delle notizie relative al suo progetto. In gran parte si trattava di sciocchezze, e a volte si chiedeva se valeva la pena di controllarle: le notizie davvero importanti gli sarebbero arrivate in fretta.
Morgan si stava ancora sfregando gli occhi, e il letto era appena scomparso nella parete del suo modesto appartamento, quando l’ingegnere notò che sul terminale occhieggiava il segnale d’allarme. Schiacciò simultaneamente i pulsanti del caffè e della lettura, ansioso di conoscere gli ultimi sviluppi della situazione.
Ti ricorda per caso qualcosa?



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3 Commenti
Overlord ha commentato:
Non so se hai mai letto Asimov, anche lui era un visionario, nel senso buono del termine.
Sergio ha commentato:
@overlord avevo cominciato il ciclo della fondazione e ho letto anche quasi tutti i librigame della serie Galactic Foundation Games: una serie di libri games/spin off ufficiali del ciclo della fondazione scritti da autori italiani negli anni ‘90.
nastrorosa ha commentato:
Mi è dispiaciuto tantissimo della sua morte..ho letto 2001 e i seguenti..belli..
http://nastrorosa.blogs.it/2008/03/19/90-orbite-intorno-al-sole-3906151
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