Charlie, Il Surf e le Citazioni Artistiche
Pubblicato il 19-02-2008 da SergioCharlie fa surf, quanta roba si fa
MDMA
ma le mani chiodate se
Charlie fa skate, non abbiate pietà
crocifiggetelo, sfiguratelo in volto
con la mazza da golf

Questo è il ritornello dell’ultimo singolo dei Baustelle: Charlie fa il surf (disponibile in download gratuito e legale su Downlovers).
Ma chi è questo Charlie?
Charlie, l’adolescente cantato dai Baustelle è un ritratto di una giovinezza sbandata tra droga, ribellione senza causa a un mondo “di grandi e di preti”.
Charlie è anche una citazione alla scultura di Maurizio Cattelan, che i milanesi ricorderanno per le statue dei bambini impiccati che avevano fatto scandalo qualche anno fa.
Questo Charlie non è impiccato come i suoi “colleghi” ma bensì “ha le mani inchiodate”.
La scultura di Cattalan è intitolata “Charlie don’t surf”.
Il Charlie di Cattalan è a sua volta una citazione del film Apocalypse Now: Il tenente colonnello Kilgore, in seguito all’epica scena dell’attacco aviotrasportato sulle note della cavalcata delle valchirie, pronuncerà la memorabile frase “Charlie non fa il Surf”.
Chi è Charlie in questo caso? Charlie è l’abbreviazione di Victor Charlie che nell’alfabeto fonetico NATO sta per VC, ovvero l’acronimo di Viet Cong.
Charlie quindi nel contesto di Apocalypse Now rappresenta il nemico che appunto, a differenza dei soldati americani, non apprezza le fantastiche onde del delta del Mekong e quindi, secondo Kilgore non merita di occupare il villaggio sulle sue sponde.
La frase “Charlie don’t surf” ha ispirato anche i Clash per una loro canzone nell’album “Sandinista”
Charlie don’t surf and we think he should
Charlie don’t surf and you know that it ain’t no good
Charlie don’t surf for his hamburger mama
Charlie’s gonna be a napalm star
e non è finita qui: “charlie don’t surf” è citato anche come titolo per diverse missioni in diversi videogiochi, soprattutto bellici, in particolare quando si ha a che fare con un attacco aereo: call of duty 4 è un esempio e qui puoi vedere un video della missione.
Per concludere il giro “Charlie don’t surf” è anche il titolo di un episodio della serie Veronica Mars.
Interessante vedere come una semplice frase all’interno di un gran film possa stimolare così tante forme artistiche e di intrattenimento in una catena di citazioni.
Ti ricordi di altri casi in cui Charlie non fa il surf?



Trackback | | Stampa
12 Commenti
Paolo ha commentato:
E’ innegabile che Apocalypse now di Francis Ford Coppola sia alla base di tutto questo. Innegabile anche il fatto che quel film sia un’opera d’arte, fortissima critica alla società americana in un momento storico importante.
E’ triste vedere come all’ombra di quell’opera d’arte vivano pseudo-artisti come Cattelan e Baustelle, che forse sperano brillare di luce propria, mentre emettono solo debole luce riflessa.
Sergio ha commentato:
@Paolo - tutto ma non mi toccare i Clash però! Mi raccomando
Paul Javal ha commentato:
Cattelan e i Baustelle non sono pseudo-artisti.
E smettiamola con questo inutile tiro al piccione.
Troppo facile affermare che solo opere affermate e riconosciute come Apocalypse Now siano vera Arte.
Questo già lo sapevamo e non aggiunge nulla di nuovo.
La tristezza riserviamola per altro.
Molto interessante invece l’intervento di Sergio.
brufy ha commentato:
sergio ha ragione, ed è troppo facile affermare ke la vera arte è solo quella acclamata e riconosciuta dalle masse. Credo ke i baustelle con la citazione abbiamo colto nel segno per affrontare il problema del disagio giovanile di oggi. Provate ad andare in una discoteca, vedete ke sostanze assumono i 16enni e guardate come si comportano; con la loro canzone non hanno sbagliato il tiro.
vaquerito ha commentato:
Ohh tutto il giro di charlie raccolto in una pagina, era proprio quello che cercavo, grazie sergio.
L’Arte non ha nessun bisogno di coerenza con la realta’, a meno che non lo specifichi direttamente, penso al verismo,e forse neanche li visto che ognuno ha la sua realta’, quindi credo che non serva andare in discoteca a cercare riscontro i Baustelle potrebbero parlarne anche in una societa’ pulita, solo come critica concettuale.
e infatti zio Cattelan vive a New York…
Piuttosto mi dirai che qualcuno qui e’ un po’ bacchettone
Alez ha commentato:
@Paolo
Sei molto triste.
@Sergio
Buonissimo articolo!
b ha commentato:
x Paolo, non hai capito una mazza. E’ a parer mio invece molto positivo che il glorioso film di Coppola sia di imput per le più diverse espressioni artistiche ed interpretazioni. L’ arte si nutre di ispirazione in ogni caso. Apocalypse Now non parla di adolescenti “inchiodati” dalle istituzioni. La riflessione di Cattelan riferendosi al film ed reinterpretando la citazione, ne vuol parlare invece. E questo sei in grado di farlo solo se sei un’ artista. I Baustelle, guardando a Cattelan, non dimenticano e Charlie diventa un 15enne di oggi, inghiottito dalla droga e consumato, imprigionato dalle istituzioni, in particolare dalla chiesa bigotta. Anche questa è sensibilità artistica…
Lo pseudo-artista sarai te che spari pseudo-castronerie. Questa è ignoranza
Han ragione gli altri, che tristezza…
Giovanni ha commentato:
Charlie don’t surf era (ed’è)scritto anche in alcune magliette raffiguranti un altro Charlie: Manson!
frigo ha commentato:
Salve, volevo proporre anche una ulteriore chiave di lettura, oltre a quelle sopracitate: Charlie e’, in gergo di strada londinese, la cocaina.
Peraltro, adoro Cattelan e i Baustelle (non tanto la cocaina)
saluti
Marco ha commentato:
Mi potreste chiarire il legame (se c’è) tra l’opera di Cattelan e la frase di Apocalypse now…vi scongiuro sto in crisi con la tesina per la maturità.
Grazie in anticipo
PS: Se mi risp via e-mail (marcottide@hotmail.it) diventate automaticamente i miei idoli per sempre!
Gabrydrums ha commentato:
Anch’io(come Giovanni), vedendo il film “the manson family”(film alquanto strano e insolito…) ho notato una maglietta che raffigurava, davanti il faccione di charles manson, e dietro “charlie don’t surf”, la spiegazione è che: adesso che manson è in prigione non può più fare surf, mentre ovviamente prima poteva…vedendo la scritta il pensiero mi è subito caduto sulla canzone dei baustelle.
belli sharon ha commentato:
Charli è l’adolescente medio, almente medio d’aver bisogno di continue lobotomie.
MDMA è un fenomeno che si diffonde sempre più, apprezzo il messaggio educativo dei Baustelle. E’ giusto che gli artisti mandino messaggi di questo tipo, perchè in questo nichilismo assoluto, sembra essersi leggittimato anche l’uso sconsiderato di sostanze che uccidono le menti. Svegliare questa generazione, anche con il disprezzo è giusto, e se sono i nostri miti a farlo, diventa tutto più funzionale.
I Baustelle dimostrano anche una grande cultura nella scelta dei contenuti e dei testi, arrivano e spingono alla riflessione.
Lascia il tuo Commento