Giornata Della Memoria 2008
Pubblicato il 27-01-2008 da SergioOggi si ricordano i drammatici genocidi perpetrarti durante la seconda guerra mondiale.
Quest’anno ho deciso di celebrare questa giornata ripubblicando sul mio blog il vecchio Banksy Manifesto. Banksy è uno street artist inglese.
Non sono certo che questa pagina di diario citata da Bansky sia vera o finzione ma in ogni caso penso che il suo significato non cambi.
Un estratto dal diario del Tenente Colonnello Mervin Willerr Gonin DSO che era fra i primi soldati Inglesi a liberare Bergen-Belsen nel 1945.
Non so dare una descrizione adeguata del Campo dell’Orrore nel quale i miei uomini ed io dovevamo spendere il prossimo mese delle nostre vite. Era una semplice spoglia selva, spoglia come un campo di galline. Corpi sparsi ovunque, alcuni in grandi mucchi, a volte giacevano singoli o in coppie, dov’erano caduti. Ci volle un po’ di tempo ad abituarsi a vedere uomini, donne e bambini cadere mentre gli camminavi vicino ed evitare di andargli in soccorso. Ci si doveva abituare semplicemente all’idea che il singolo non contava. Si sapeva che ne morivano 500 al giorno e che 500 al giorno ne sarebbero morti per settimane prima che qualsiasi cosa avessimo fatto, potesse dare il più piccolo effetto. Non era, ad ogni modo, facile guardare un bambino soffocare per la difteria quando sai che una tracheotomia e attente cure lo avrebbero salvato, e si vedevano donne affogare nel proprio vomito per la mancanza di forze per rialzarsi, e uomini mangiar vermi mentre agguantavano una mezza pagnotta semplicemente perché dovevano mangiar vermi per sopravvivere e adesso a malapena riuscivano a distinguerli. Mucchi di corpi, nudi ed osceni, con una donna troppo debole per alzarsi diritta che si appoggia a questi mentre cucina il cibo che le avevamo dato sul fuoco; uomini e donne piegati sulle ginocchia un po’ ovunque cercando sollievo dalla dissenteria che stava tormentando i loro intestini, una donna in piedi nuda fino all’osso lavandosi con del sapone in una vasca d’acqua dove i resti di un bambino galleggiavano ancora. Fu solo poco dopo l’arrivo della Croce Rossa Inglese, per quanto magari non vi era nessun collegamento, che arrivo’ un grosso carico di rossetto. Non era affatto quello che noi uomini volevamo, noi urlavamo il desiderio per centinaia di migliaia di altre cose e non so chi chiese rossetto. Vorrei tanto scoprire chi fu, perché fu un atto di genio, pura incorruttibile genialità. Credo che nulla fece più per quegli internati di quanto fece quel rossetto. Le donne giacevano nei loro letti senza lenzuola ne’ vestaglie ma con labbra rosso porpora, le vedevi vagare senza nulla più che una coperta sulle spalle, ma con labbra rosso porpora. Vidi una donna morta sul tavolo mortuario e raccolto nelle sue mani c’era un pezzo di rossetto. Finalmente qualcuno aveva fatto qualcosa per renderli nuovamente individui, erano qualcuno, non più solo il numero tatuato sul braccio. Finalmente potevano interessarsi al loro aspetto. Quel rossetto iniziò a ridar loro umanità.



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1 Commento
Overlord ha commentato:
Veramente molto toccante.
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