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Il Blog di Sergio Longoni

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Una Mano di Vernice

Pubblicato il 19-11-2007 da Sergio

Ecco come il padre di Saddam Hussein, persona che di vecchi parrucconi della repubblica (di Weimar) se ne intendeva, avrebbe descritto i recenti eventi della politica Italiana

Una sola preoccupazione spinge a costruire programmi nuovi o a modificare quelli che già esistono: la preoccupazione dell’esito delle prossime elezioni. Non appena nella testa di questi giullari del parlamentarismo balena il sospetto che l’amato popolo voglia ribellarsi e sgusciare dalle stanghe del vecchio carro del partito, essi danno una mano di vernice al timone. [...] E costoro ricorrono alle vecchie ricette, formano una «commissione», spiano gli umori del buon popolo, scrutano gli articoli dei giornali e fiutano gli umori delle masse per conoscere che cosa queste vogliano e sperino, e di che cosa abbiano orrore. [...] Nel nuovo programma, è dato a ciascuno il suo. Al contadino è data la protezione dell’agricoltura, all’industriale quella dei suoi prodotti; il consumatore ottiene la difesa dei suoi acquisti, agli insegnanti vengono aumentati gli stipendi, ai funzionari le pensioni. Lo Stato provvedere generosamente alle vedove e agli orfani, il commercio sarà favorito, le tariffe dei trasporti saranno ribassate, e le imposte, se non verranno abolite, saranno però ridotte. [...] Così, bene armati e confidando nel buon Dio e nella incrollabile stupidità degli elettori, si può iniziare la lotta per la «riforma» (come si suol dire) dello Stato. [...] Data la granitica stupidità della nostra umanità, non c’è da meravigliarsi dell’esito. Guidato dalla sua stampa e abbagliato dal nuovo adescante programma, l’armento «proletario» e quello borghese» ritornano alla stalla comune ed eleggono i loro vecchi ingannatori. Con ciò, l’uomo del popolo, il candidato dei ceti produttivi si trasforma un’altra volta nel bruco parlamentare e di nuovo si nutre delle foglie dell’albero statale.

Si dice che chi non conosca la Storia sia destinato a ripetere gli stessi errori, e quindi, dato che in Italia oggi mi sembra ci siano piazze piene di persone che rivolgendosi ai politici “invece di applaudire li coprono di parole grossolane, gettano loro in faccia grida d’odio” sarà il caso che il nascente Partito del Popolo Italiano delle Libertà così come il Partito Democratico siano qualcosa di meglio di una mano di vernice al timone.


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