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Il Blog di Sergio Longoni

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Il Web 2.0 esiste

Pubblicato il 02-07-2007 da Sergio

Voci contrastanti si inseguono sulla rete.
Si parte dai grandi entusiasti che vedono il Web 2.0 come la grande rivoluzione che ha cambiato faccia alla rete a ai suoi utenti, ai completi scettici che negano completamente l’esistenza di qualsiasi cosa chiamata Web 2.0

Grande confusione insomma.

Questo termine è stato coniato nel 2003, e piano piano grazie alla gran cassa mediatica è uscito dagli ambiti tecnici per entrare a far parte del gergo comune di internet,

Cos’è questo web 2.0?

Per fare chiarezza prima occorre definire cos’è il web.

Il web
(World Wide Web) viene egregiamente definito da wikipedia come

a system of interlinked, hypertext documents accessed via the Internet. With a Web browser, a user views Web pages that may contain text, images, and other multimedia and navigates between them using hyperlinks.

In pratica è quella cosa che vedi attraverso un browser, e per la maggior parte degli utenti il web equivale a internet.

Per essere precisi Internet è una rete globale di computer sul quale girano diverse applicazioni.

Per capirci: google fa parte del web, mentre Second Life è un’altra cosa ed entrambe le applicazioni si basano su internet.

Capito cos’è il web possiamo dedicarci ai numerini che ci stanno in coda. I numerini che ci stanno in coda sono un numero di versione. Esisteva, ed esiste, un web 1.0.

Il web 1.0 è definibile come il modo di “fare Web” tecnicamente ed economicamente, dall’avvento delle dot-com alla cosiddetta bolla speculativa (1995-2001).

La bolla speculativa mescolò le carte e cambiò le regole del gioco: tra i nuovi player rampanti che si sono affacciati sulla rete portando nuovi modi di concepire il web e il businnes non si può non citare Google.

I nuovi modi di pensare, di fare businnes, le nuove soluzioni tecniche, grafiche, i nuovi formati uniti al decisivo incremento della banda disponibile e all’aumento dell’utenza hanno dato il via a questo fenomeno chiamato Web 2.0 ovvero.

Ma il web 2.0 è una rivoluzione?
No. Si tratta solo di una evoluzione, magari forzata o accelerata dalla necessità di riprendere a fare businnes dopo la crisi. In realtà non ci sono sostanziali novità rispetto a quello che avevamo nel web pre-bolla: sono solo cambiate delle tendenze. Quasi tutto quello che oggi viene chiamato web 2.0 esiste, sulla carta, da molto tempo.

Ma ho sentito parlare di User Generated content
Da quando esiste il web, i suoi contenuti sono stati scritti dagli utenti. A partire dalle pagine personali fino ai forum, oltre che alcuni portali di informazione molto vecchi, gallerie fotografiche e così via sono sempre stati scritti dagli utenti.
Se devo trovare una differenza è la quantità di contenuti generati dagli utenti che è aumentata. Probabilmente molti utenti “in sola lettura” sono passati grazie al tam-tam a scrivere su un blog o a caricare foto su flickr.

Si ma il web 2.0 è sociale
Internet, per il fatto stesso di essere una rete che mette in collegamento tramite i computer le persone è sempre stata sociale in tutte le sue applicazioni, non ultima il web. Per ogni forum è sempre esistita una comunità attiva molto spesso legata da vere amicizie. Quindi anche in questo caso nulla di nuovo sulla rete. Forse anche qui: una volta erano solo gli “asociali” a socializzare su internet mentre ora socializzano un po’ tutti (non è che sono diventati tutti asociali?)

Si va bene. Ma in soldoni quali sono le differenze?
Tante e varie… e non posso farcele stare tutte su questo post.
Anzi: sai cosa faccio? Scriverò una serie di post nei quali metterò a confronto un elemento del web 1.0 con il suo corrispettivo 2.0

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Si ma adesso… e che è sto feed RSS?
è una cosa un sacco 2.0 ;-) ma te la spiega lucamea con questo filmato


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3 Commenti

Isadora ha commentato:

Be’, secondo me Tim O’Reilly si è pentito da un bel po’ di aver mai pronunciato le fatidiche parole web 2.0, anche se ci sta guadagnando un bel po’ di soldi. Comunque: il buzz word è davvero “user-generated content”, nel senso che fino a pochi anni fa, prima della diffusione su larga scala dei CMS, le pagine web erano statiche, per pubblicare dei contenuti ci voleva un minimo di know-how tecnico e un bel po’ di olio di gomito, il che rendeva il tutto un fenomeno elitario. Il blog ha rivoltato la situazione come un calzino, offrendo la possibilità più o meno a chiunque di pubblicare, categorizzare e diffondere i propri contenuti immediatamente. Questa è l’unica vera differenza. Web 2.0 non è un termine che si riferisce ad una precisa tecnologia, ma ad un diverso utilizzo del mezzo internet. Per questo mi fanno sorridere quelli che parlano di “look 2.0″. Non era certo ciò che intendeva O’Reilly. Qui si parla di fruibilità del mezzo da parte delle masse, non solo come spettatori, ma anche come compartecipanti. Leggiamo, sì, ma scriviamo, anche, facciamo informazione, controinformazione, parallelamente ai media tradizionali che selezionano l’informazione per noi e ce la trasmettono senza possibilità d’interazione. E questa interazione è la seconda parolina magica all’interno del concetto. Il lettore può rispondere, discutere, correggere, può diventare scrittore a sua volta. Non so quanti anni tu abbia e forse tutto questo per te è normale. Ma c’è stato un tempo, non molto lontano, a dire il vero, in cui tutto questo non era possibile. E ancora oggi c’è un sacco di gente, là fuori, che è completamente all’oscuro di tutto questo fenomeno; arriviamo al terzo buzz word: digital divide, l’analfabetismo del XXI secolo.
Sono curiosa di leggere i tuoi confronti. Ciao.

Kromeboy ha commentato:

@isadora sono su internet più o meno dal 96 e per quello che ho visto tra “web1″ e “web2″ gli utenti hanno sempre generato i contenuti che leggevo nel web.

Quello che è cambiato sono i modi e soprattutto il numero di partecipanti attivi.

Prima si faceva tutto via forum, wall, webzine o soprattutto tramite strumenti basati sulle email come mailing list, newsletter o anche attraverso i newsgroup (non propriamente web. ok).

Paradossalmente nel web1 per pubblicare contenuti dovevi far per forza parte di una comunità e tutto ciò era in un certo senso più sociale. Chi voleva scrivere aveva i suoi spazi (certo: per i video si è dovuto aspettare YouTube)

Inoltre ai tempi andare in rete costava tantissimo: se non sbaglio pagavo circa 30.000 lire al mese al provider + telefono quindi non si poteva stare online tante ore alla settimana. E inoltre quasi nessuno aveva internet al lavoro.

Quindi il balzo avanti è stato il superamento del “digital divide” da parte di un gran numero di utenti e non gli adattamenti del web al crescente numero di utenti.

Spero di riuscire a scrivere il primo confronto questa sera. Grazie! Ciao!

Comunità vs Reti Sociali KromeBlog - il blog di Sergio Longoni ha commentato:

[...] Come promesso comincio la mia serie di confronti tra i trend del Web1.0 e quelli del web 2.0 [...]

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