KromeBlog

Il Blog di Sergio Longoni

In questo Blog si discute di , , , , e tanto altro

San Lorenzo Sposta il Call Center in Romania

Pubblicato il 07-06-2007 da Sergio

La notizia è rimbalzata sulla rete da ieri pomeriggio. Come ormai di norma l’ho sentito la notizia per la prima volta su Twitter, l’ho letta su un blog e l’ho verificata su attraverso i giornali cartacei tramite Google News.

San Lorenzo
la nota azienda gastronomica blogger friendly ha deciso di spostare in Romania i suoi call center.

La chiusura dei cal center italiani lascerà a casa 600 lavoratori (per lo più donne).

Sembra che il motivo scatenante di tutta la vicenda sia un controllo di INPS e Ispettorato abbia accertato come irregolari i contratti a progetto e per tanto abbia imposto a SL di regolarizzare la situazione precaria assumendo a tempo indeterminato i propri collaboratori: costo dell’operazione attorno ai 10 milioni di euro.

Quindi SL non ha fatto altro che chiudere baracca e burattini e spostarsi in Romania. Mentre in Italia ci sono 600 precari in meno.

Come mi aspettavo la notizia ha presto cominciato a rimbalzare sulla blogosfera.

Luca Conti ha scritto una lettera aperta alla direzione di San Lorenzo per chiedere spiegazioni

Antonio Tombolini ha risposto pubblicamente, ma non ufficialmente, attraverso il proprio blog.

Più interessante ancora la spiegazione dello stesso Antonio nei commenti dove illustra più precisamente il motivo per cui elogia il precariato.

Si tratta di una brutta situazione, ma che rappresenta esattamente lo stato del lavoro nel nostro paese: penso che la reazione di Antonio, per quanto di parte, sia perfettamente condivisibile. Mi è capitato di vedere in azione l’ispettorato del lavoro e ho visto quante nuvole di burocrazia riescono a sollevare: le parole di Antonio mi sembrano verosimili.

Per questo motivo penso che se una azienda come San Lorenzo, attenta alla qualità e con una reputazione guadagnata da centinaia di “conversazioni”, arrivi alla decisione di tagliare 600 posti di lavoro in Italia per spostarsi in Romania (e creare posti di lavoro la) veramente non aveva altra scelta.

Per il momento e per quello che ho letto sono d’accordo con Tombolini e sposo a pieno la sua idea di un PrecarPrideCamp dove discutere di come il lavoro sia cambiato negli ultimi anni e di come la società e le istituzioni italiane non siano rimaste al passo.

Resto quindi in attesa del comunicato ufficiale di SL.

Mi piacerebbe appunto inoltre sentire il punto di vista dei lavoratori che hanno purtroppo perso il loro lavoro.

Alle operatrici e agli operatori di Call Center che perderanno il lavoro va tutto il mio appoggio e i miei auguri di poter trovare presto una nuova occupazione. So che è dura. Coraggio!

Nota a margine: se ci fosse necessità di un sostegno economico agli ex-dipendenti si riuscirebbero ad organizzare dei microfinanziamenti condivisi? magari coinvolgendo i blogger? Ci sono gli strumenti in Italia?

L’argomento è decisamente complesso e dibattuto: sul forum del Circolo Arci La Locomotiva è in corso una discussione aperta. Pertanto se vuoi dire la tua ti invito a partecipare: l’iscrizione è libera e gratuita.

Il dibattito sul forum è correlato con una serie di incontri e dibattiti: se l’argomento ti interessa in occasione del prossimo incontro potremmo organizzarci per trasmettere il tutto su internet (e magari interagire dal vivo anche con chi non può essere presente di persona)

Penso che quello che emerge dalla discussione potrebbe essere il mio argomento per il PrecarPrideCamp.


Trackback | | Stampa

6 Commenti

Samuele ha commentato:

Tabata: apriti un blog! (il caso San Lorenzo) « il blog di iMod ha commentato:

[...] eco delle sue dichiarazioni hanno raggiunto i più alti livelli della blogosfera (ne hanno parlato davvero in [...]

600 LICENZIATI ALLA SAN LORENZO DIVENTANO CASO MEDIATICO ha commentato:

[...] San Lorenzo sposta il call center in Romania di KromeBlog [...]

Matteo Moro » Blog Archive » Dei blog e del rapporto con gli sponsor: il caso San Lorenzo ha commentato:

[...] Sergio Longoni, Markingegno e Stefano Vitta scrivono le loro idee sui rispettivi blog: sono tutti cauti nel condannare San Lorenzo, tutti danno un po’ l’impressione di avere le idee poco chiare sulla vicenda, cosa che effettivamente è vera vivendola dall’esterno. [...]

precario ha commentato:

Il bello viene ora. Non contenta, SL affida tutto ad una fantomatica azienda di servizi, la Remarc con sede in Romania. Viene indicata anche una sede in Italia ma questa non esiste di fatto ma si tratta solo della sede di uno studio legale!
La remarc ora da vita ad un nuovo tipo di contratto di lavoro: i VAD! Cosa si cela dietro a questa sigla? Venditori a domicilio. Gli ex collaboratori sono stati invitati a farsi la partita iva e a lavorare da casa, accollandosi quindi ogni onere e rischio! Non c’è che dire, furboni!

precario ha commentato:

Ho scoperto che non solo i call center sono stati spostati in romania, ma anche in tunisia. In questo modo i clienti francesi vengono chiamati dalla tunisia e tutti gli altri dalla romania.
Ho comunque parlato con uno degli ex collaboratori che ora fa il “VAD” per saperne di più. Vad significa venditori a domicilio. Ho fatto notare che non può essere visto che non visita i clienti a domicilio ma semmai si tratta di vendita a distanza. Ho fatto presente che in questo modo si evade il fisco in quanto invece di pagare le tasse su tutte le provvigioni le paga solo sul 78% e lo stesso anche per i contributi Inps. E’ letteralmente caduto dalle nuvole e si è spaventato. Ha chiesto lumi al suo “supervisor” il quale gli ha confermato che è tutto a posto è tutto in regola e che non deve preoccuparsi. Mah….io sinceramente qualche dubbio ce l’avrei e comincerei a preoccuparmi.

Lascia il tuo Commento