Cloud: Quando il Videogioco diventa Arte
Pubblicato il 16-04-2007 da Sergio
Ogni tanto si discute se il videogioco sia una forma d’arte.
Era successo lo stesso per la fotografia rispetto alla pittura, per il cinema rispetto alla fotografia, e più di recente per il fumetto rispetto alla letteratura.
Ogni forma di intrattenimento è destinata passare attraverso questo strano processo attraverso il quale alcuni prodotti di questo tipo potranno cominciare ad essere definiti “opere d’arte”.
Un ottimo esempio di come i videogiochi siano pronti a questo passo è, a mio parere, Cloud.
Cloud è un puzle tridimensionale in terza persona creato da Jenova Chen.
Nel gioco impersoneremo un ragazzino, o meglio, vivremo nel sogno di un ragazzino. In questo sogno voleremo e giocheremo con le nuvole raggruppandole e creando forme. Andando avanti nei livelli del gioco useremo le nostre “amiche” nuvole bianche per pulire l’aria dalle cattive nuvole nere (l’inquinamento) scatenando dei temporali.
Tutto il gioco è accompagnato da musiche molto evocative e acquerelli in stile manga particolarmente piacevoli.
Il gioco nonostante non impieghi per forza gli ultimi ritrovati della tecnologia 3D, e non richieda atti violenti come fanno la maggior parte dei videogiochi in circolazione, riesce ad emozionare e a lasciare a bocca aperta.
Il gioco è completamente gratuito dato che si tratta di un progetto universitario, quindi ti consiglio quindi di provare ad installarlo, attualmente è disponibile solo per sistemi Windows.
Allora: i videogiochi possono essere una forma d’arte o no?



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