Dipendenza da Mondi Virtuali
Pubblicato il 23-01-2007 da SergioSecond Life, World of Warcraft e prima Dark Age Of Camelot e Ultima Online sono esempi di mondi virtuali online dove migliaia di giocatori si riuniscono per giocare.
Personalmente, come ho detto in questo thread dedicato a Second Life, non mi sono mai fatto catturare da nessuno di questi mondi virtuali, forse anche solo per la mancanza di tempo.
Recentemente su internet si trovano sempre più spesso grida di dolore di VirtuaDipendenti usciti dal tunnel del mondo online.
Il più interessante che mi è capitato di leggere è questo che compara World of Warcraft alle sostanze stupefacenti.
Sia la lettera di Aldo (nonostante l’ItaloSMS in cui è scritta) sia i commenti simili ad una riunione degli alcolisti anonimi, mi hanno abbastanza colpito.
Alcuni scrittori di Fantascienza Nera e Cyberpunk, già negli anni 80, avevano predetto la dipendenza dalla realtà virtuale.
Lette sui libri qualche anno addietro sembravano paradossi incredibili al quale non si sarebbe mai potuti giungere, ma rileggendo oggi le incitazioni di Bobby dall’altra parte dello schermo
“Qui non si muore mai”.
La musica martella sotto le sue parole, è il remix di una canzone di quelle con cui Bobby si scatena nelle feste dove si va avanti fino a vomitare le budella. “E’ magnifico, qua dentro: i sogni possono essere veri quanto lo desideri. E se vuoi puoi venire fin qui, stare qui, con me!”
Lo sfondo dietro Bobby, sul maxischermo, sta cambiando, mostra un altro locale come questo ma più grande e più bello, con una folla ancora più figa, e Bobby si dimena con loro. Qua invece metà della gente reale ha smesso di ballare perché guarda Bobby sperando che lui abbia inserito l’immagine virtuale di uno di loro là nello schermo, insieme a lui. Sì, è questo il sogno, il grande sogno di tutti: essere remixati nella extended version da discoteca. Le labbra di Bobby si muovono, le parole sono ancora dirette a Bimbo Bello:
“Può succedere anche a te Senza mai invecchiare, senza mai stancarti, non c’è mai un ultimo avviso, e nulla accade qui dentro se non lo vuoi tu: e tu puoi fare in modo che accada. Tu puoi. Tu.”Pat Cadigan, “Iniziazione di un Bimbo Bello” [Pretty Boy Crossover, 1986] in Cuori elettrici, Einaudi 1996
suonano tristemente attuali.
Il piccolo estratto di Pretty Boy Crossover sembra infatti una storia di quotidianità in Second Life.
E se ne non ne hai ancora abbastanza di SecondLife, fatti un giro in questo nuovo eccezionale Mondo Virtuale.



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2 Commenti
gianni ha commentato:
come fare? cosa fare? fare? In famiglia viviamo un dramma incomprensibile sopratutto alle mie figlie che vedono la propria madre allontanarsi da tutto e da tutti. 13 14 15 a volte anche 16 ore appiccicata ad un pc che sembra essere il solo ed unico oggetto interessante per cui vale la pena vivere. Gli interessi lavorativi, il bisogno d’amore delle figlie che si struggono al pensiero di non poter avere una carezza dalla propria mamma, un marito che disperato cerca consigli e cure. AIUTO per favore datemi una mano affinchè capisca come aiutarla!
Casino Online, No Dipendenza! ha commentato:
Purtroppo in internet esistono molte più dipendenze di quanto si creda e di quante se ne conoscano realmente. Io ad esempio mi batto contro la dipendenza da gioco d’azzardo online in quanto ci sono passato e per fortuna sono riuscito ad uscirne.
Se volete lottare insieme a me contro le dipendenze da internet andate su http://www.nodipendenza.com
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