No alla Tassa sulle Rassegne Stampa
Pubblicato il 18-10-2006 da SergioIn questa legge finanziaria il primo comma dell’articolo 32 del capo IX del decreto legge 3 ottobre 2006 n. 262, recante “Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria” recita:
“…I soggetti che realizzano, con qualsiasi mezzo, la
riproduzione totale o parziale di articoli di riviste o giornali,
devono corrispondere un compenso agli editori per le opere da cui i
suddetti articoli sono tratti. La misura di tale compenso e le
modalità di riscossione sono determinate sulla base di accordi tra i
soggetti di cui al periodo precedente e le associazioni delle
categorie interessate. Sono escluse dalla corresponsione del compenso
le amministrazioni pubbliche…”
In pratica se si vorrà riprodurre, anche se parziale e citando la fonte, un qualunque articolo di giornale, con qualunque mezzo e a qualunque scopo, fosse anche solo allo scopo di fare una rassegna stampa non a scopo di lucro (in radio per esempio) bisognerà corrispondere un non meglio specificato compenso agli editori.
Personalmente, avendo questo blog e pubblicando ogni tanto qualche stralcio di articolo di giornale la questione mi preoccupa un poco.
Prima di tutto dal punto di vista puramente etico: non dovrebbe essere possibile ingabbiare l’informazione all’interno di vincoli di diritto d’autore.
Poi questo pezzo di legge è decisamente fumoso: “Riproduzione totale o parziale”: quanto è parziale? Un paragrafo? Una frase? una parola? e “accordi tra i soggetti”: se voglio riprodurre un articolo del Corriere devo telefonare in via Solferino?
In pratica io toglierei questo comma dalla legge.
E non sono l’unico a pensarla così: Mediawatch ha organizato una petizione per chiedere che il “Parlamento abolisca con un opportuno provvedimento” questa parte della legge finanziaria.
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