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Freelancer, X2 e l’Eredità di Elite

Pubblicato il 18-09-2006 da Sergio

Esistono nella storia dei videogiochi dei titoli che sono stati in grado d creare dei veri e propri piccoli sottogeneri ben definiti.

Uno di questi titoli è Elite: un videogioco del 1984 che mette il giocatore alla guida di navette spaziali in un universo dinamico dove, oltre a combattere, è possibile commerciare e muoversi in quasi completa indipendenza.

Io adoro quei videogiochi dove viene concessa una grande libertà d’azione al giocatore: essendo troppo giovane per aver giocato ad Elite sono alla ricerca di un titolo che possa essere il suo degno erede.

Ho giocato a due titoli che potrebbero contendersi questa eredità: Freelancer e X2: The Threat (per il secondo è già uscito un seguito “X3 Reunion” ma non ci ho ancora giocato).

Entrambi i giochi sono disponibili in versione economica ed entrambi sono stati rilasciati in allegato a qualche rivista.

X2 è localizzato in lingua italiana (sottotitolato) mentre Freelancer è completamente in inglese (e per giunta senza sottotitoli), ma esiste un progetto di traduzione amatoriale (che però appare bloccato).

Entrambi i giochi ci portano in un universo remoto popolato da stazioni spaziali, pianeti e navi che sembrano vivere naturalmente.

Nonostante queste apparenti similitudini i due giochi sono profondamente differenti.

In Freelancer il nostro personaggio è un mercante appena sfuggito alla catastrofica distruzione da parte di un gruppo terrorista di Freeport 7, la base spaziale dove era attraccata la sua nave e tutti i suoi avero. Partendo da zero dovrà risalire trovandosi dei lavori: la trama di questo primo titolo è incalzante, c’è un gruppo terrorista misterioso, ci sono i pirati e ci sono diverse fazioni (che ricalcano diverse culture terresti come quella statunitense o quella inglase) pronte a darsi battaglia.

In X2 il nostro personaggio è appena stato liberato dalla galera grazie all’intercessione di qualche pezzo grosso: gli vengono infatti riconosciute delle abilità non comuni nel pilotare. Qui però la trama non è così marcata: infatti veniamo catapultati attraverso le prime missioni senza capire esattamente il perchè.

Il sistema di controllo della navetta di Freelancer è decisamente immediato: si controlla in punta di mouse e tastiera consentendoci di buttarci immediatamente a capofitto nelle battaglie.

Il sistema di controllo di X2 è un po’ più complesso: richiede un buon Joystick con il maggior numero di assi e bottoni possibili.

Per quanto riguarda l’indipendenza, che è un po’ l’aspetto che più mi interessa di questo gioco: Freelancer ci permette di personalizzare la nostra navetta (e anche cambiarla naturalmente) con i soldi guadagnati commerciando, o portando a termine le missioni che ci vengono proposte ad ogni attracco.

X2 va oltre: infatti ci permette di comprare più navi, costruendo flotte commerciali automatiche fino ad arrivare ad acquistare intere basi stellari e mantenere i nostri commerci.

Il problema è che l’interfaccia per compiere tutte queste meraviglie è parecchio macchinosa: èinfatti possibile controllare tutti gli aspetti del gioco dal sedile della propria navetta aprendo piccoli schermi che mostrano questo o quell’obbiettivo.

Sto giocando contemporaneamente ad entrambi i giochi e devo dire che Freelancer per il momento mi ha preso di più: infatti, pur non avendo la stessa libertà di X2, la trama solida compensa adeguatamente e l’esperienza di gioco rimane completamente coinvolgente.

Ciò nonostante sono ancora molto incuriosito dalle complesse meccaniche che stanno dietro a X2 e non mi sono ancora arreso alla difficoltà dell’interfaccia.

Uscirà mai un gioco che conterrà entrambi questi aspetti?


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