Il Podcast e la Memoria a Breve Termine
Pubblicato il 21-06-2006 da SergioDa poco più di un anno ho cominciato ad ascoltare al posto della radio i podcast.
Sul mio computer ho installato un aggregatore nel quale ho inserito i miei programmi preferiti.
L’aggregatore, giorno dopo giorno ha riempito con GB e GB di mp3 la cartella preposta a contenere i podcast.
Rapidamente il minutaggio dei podcast scaricati ha superato quella che ero in grado di assorbire in una giornata e quindi giorno dopo giorno il divario tra il momento dell’ascolto ascolto e il momento della registrazione del podcast è andato aumentando.
Molti dei podcast che ascolto fanno ampi riferimenti alla attualità.
Ascoltando questi podcast quindi mi trovo rispedito indietro di qualche mese.
Ad esempio ascoltando Macchiaradio mi trovo attualmente nella settimana prima delle elezioni, mentre con i podcast di Radio Rai sono nella settimana delle olimpiadi.
Nella società dell’informazione, dove l’onda di eventi dell’attualità tende a sommergere rapidamente la gli eventi dei mesi, settimane o addirittura giorni prima condannandoci a vivere in un eterno tempo presente, privo di analisi e memoria, i podcast mi permettono di poter scardinare questo meccanismo, concedendomi qualche minuto per rielaborare la quantità delle informazioni del passato recente.
L’aviaria, la campagna elettorale o il festival di San Remo: sono eventi recenti che ci siamo lasciati alle spalle con l’inverno.
Poterli rivalutare a qualche mese di distanza è un lusso veramente eccezionale, che raramente posso concedermi.
Ed è anche per questo motivo che adoro i podcast.



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1 Commento
Antonio ha commentato:
In effetti leggere è molto più veloce che ascoltare, considerato poi il fatto che mentre si ascolta non si possono saltare parti che non interessano se prima non le si ascolta.
In effetti il podcast potrebbe avere questo limite creando una sorta di filtro: con i feed rss posso avere oltre 100 siti da leggere al giorno, ma con i podcast, già 3-4 siti possono riempire la giornata (considerando anche il fatto che ascoltarli o vederli nel caso dei videocast, impegna più sensi della lettura e non lo si può fare a tempo perso tra un lavoro ed un altro).
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