KromeBlog

Il Blog di Sergio Longoni

In questo Blog si discute di , , , , e tanto altro

When The Bear Broke Free

Pubblicato il 20-08-2008 da Sergio | Nessun Commento

Un Simbolo sovietico su un rubinetto del gas
L’aggressione russa alla Georgia è stato uno degli avvenimenti più sconvolgenti di questo mese.

Ho vissuto le prime drammatiche ore dell’attacco dalla Moldavia, leggendo le notizie attraverso internet e discutendo con i locali. Nonostante la Moldavia sia geograficamente a distanza di sicurezza dalle zone del conflitto quelle notizie sono diventate subito il centro di quasi tutte le discussioni.

La Moldavia infatti è un ex paese dell’unione sovietica e, come la Georgia, ha al suo interno una regione a statuto autonomo, o per meglio dire una nazione non riconosciuta, fedele a Mosca.

Infatti anche nella piccolissima e poverissima Moldavia esiste questo fazzoletto di terra chiamato Transnistria che dalla dissoluzione dell’URSS si è dichiarato unilateralmente indipendente e, con l’appoggio di Mosca, ha instaurato un regime separatista.

Per rendere l’idea la bandiera Transnistra ha ancora la falce e il martello, nelle piazze ci sono statue di Lenin e soprattutto l’esercito russo è tuttora presente.

La Transnistria così come l’ossezia del sud o l’Abkhazia sono eredità dell’unione sovietica che la Russia ora può sfruttare per accrescere la sua egemonia sulla regione.

Durante il periodo sovietico (ma anche prima) infatti, per accrescere la coesione e placare i conflitti etnici di un così eterogeneo impero è stato attuato un processo di russificazione: sono state imposte lingua e cultura russa, sono state fatte affluire molte famiglie di “etnia” russa e, in taluni casi, sono avvenute deportazioni in massa delle etnie autoctone.

In pratica tutto il territorio sovietico è stato uniformato. Ed effettivamente incontrando gli anziani moldavi ci si rende subito conto di quali segni ha lasciato questo processo. Un anziano abitante del villaggio mi ha raccontato di come abbia passato gran parte della sua giovinezza nella marina sovietica, vedendo le foto e i documenti di un anziano professore di geografia si potevano vedere ovunque falce e martello e scritte in cirillico e, per fare un esempio più stupido, la scatola di paté di carne che mangiavamo a pranzo (o almeno provavamo) oltre ad essere scritta in cirillico recava in bella mostra una immagine del Cremlino sull’etichetta.

Come analizza correttamente Vortexmind la fine dell’unione sovietica non è stata la fine dell’egemonia russa. Se dal punto di vista degli armamenti non hanno mai abbassato la guardia allo stesso modo non hanno mai cambiato orientamento dal punto di vista politico e culturale.

L’effetto russo sulle nazioni ex sovietiche è percepibile: basta guardare le vetrine dei negozi o accendere una radio e ci si rende subito conto di essere ancora dall’altra parte della cortina di ferro.

A questo si aggiunge che spesso le identità nazionali delle nuove repubbliche sono al quanto precarie nonostante il grande spirito nazionalista di quasi tutte le nazioni. Per esempio in Moldavia c’è praticamente un solo eroe nazionale Stefano il grande raffigurato su tutte le banconote oltre che nella statue e nei musei.

Politicamente poi questo ha effetti ancora più devastanti: se pensiamo alle ultime presidenziali ucraine sfociate nella rivoluzione arancione e all’avvelenamento di Yushchenko probabilmente per mano russa è facile capire come Mosca non voglia certo stare a guardare.

La guerra in Ossezia per quanto possa sembrare imprevista è una diretta conseguenza di una lenta escalation nei conflitti tra Georgia e regioni separatiste: me ne ero già occupato tempo addietro.

La Russia quindi sta riprendendosi con metodi politici o con altri mezzi quello che considera suo: ha il pieno interessa a non lasciar troppo margine di manovra alle repubbliche indipendenti. Penso quindi che nella regione compresa tra i confini dell’unione europea e il mar Caspio la situazione potrebbe riscaldarsi a meno che il blocco occidentale non decida di mettersi di traverso.

Ritorno a Casa

Pubblicato il 18-08-2008 da Sergio | 1 Commento

Io che prendo l\'acqua al pozzo

Sono rientrato venerdì scorso dal mitico viaggio in Moldavia.

Come al solito, al rientro da questo genere di esperienze mi ritrovo con sommerso da un’onda di sentimenti e pensieri.

Una esperienza semplicemente indimenticabile: 15 giorni intensi nel quale mi sono trovato a vivere in una realtà radicalmente differente da quella che vivo ogni giorno.

Dormire in terra, prendere l’acqua al pozzo, lavorare con lentezza, festeggiare ogni occasione circondato da persone semplici e ospitali: mai avrei pensato di sentirmi a casa in una condizione del genere.

Ripenso anche ai miei compagni di avventura con i quali ho condiviso questi momenti. Incredibile pensare che un gruppo di estranei possa diventare una squadra affiatata e fraterna in così poco tempo. Spero che la quotidianità non ci divida.

Per il resto sono a casa.

Senza troppa voglia sto riprendendo in mano le redini, leggendo gli innumerevoli feed e rispondendo alle svariate email che si sono accumulate in questi giorni.

Si ricomincia insomma!

Boghenii Noi Or Bust

Pubblicato il 30-07-2008 da Sergio | Nessun Commento

Anche quest’anno come l’anno scorso viaggio verso est.

Venerdì mattina infatti, insieme ai miei compagni d’avventura, prenderemo un aereo che da Orio al Serio via Timisoara ci porterà a Chisinau - Moldavia.

La destinazione finale del viaggio è il villaggio di circa 500 abitanti (secondo le stime più ottimiste) di Boghenii Noi.

Il progetto, simile a quello dell’anno scorso, prevede la collaborazione e lo scambio con i giovani (molto giovani) del luogo nella realizzazione di opere di volontariato di vario tipo.

Anche quest’anno la realtà nella quale mi appresto a vivere è radicalmente diversa dalla mia quotidianità: naturalmente rimarrò scollegato dal mondo per 15 giorni, ma sono certo che anche quest’anno ritroverò le gioia della vita semplice.

Come al solito la curiosità verso l’est Europa mi spinge a incontrare, anno dopo anno, i diversi popoli che compongono questo favoloso mosaico di culture. Non mancherò quindi, al mio ritorno, di pubblicare le mie impressioni di viaggio (lo dico sempre e non lo faccio mai :-) ).

Quindi ci si risente tra una ventina di giorni!

Il Miglior Batman di Sempre?

Pubblicato il 29-07-2008 da Sergio | 1 Commento

Non mi aspettavo che Il Cavaliere Oscuro fosse così bello.

Avevo visto Batman Begins… carino ma nulla di più, assolutamente non paragonabile con i Batman di Burton.

Batman è sempre stato il mio supereroe preferito per due motivi: non ha superpoteri, ma se la cava con gadget e tecnica, e non è un eroe puramente positivo, ma nasconde diversi tratti gotici.

Joker è il nemico naturale di Batman: in questo Dark Knight il compianto Heath Ledger porta sullo schermo un Joker eccezionale. Molto diverso dal personaggio di Nicolson, il Joker di questo film è un folle, spietato, sadomasochista con una forte attrazione per il caos e la distruzione - suoi unici moventi.

Non ci troviamo difronte quindi personaggi fumettosi, ma maschere drammatiche a tratti verosimili nonostante gli evidenti eccessi.

I confini tra il bene e il male finalmente si assottigliano nell’equilibrio tra “una forza irresistibile e un oggetto inamovibile” nel quale gli eroi scoprono il loro lato oscuro.

La scena è naturalmente dominata dal Joker e dalla sua banda di pazzi scatenati: sue le battute migliori, suo il personaggio meglio caratterizzato (anche solo i tic nervosi valgono un oscar).

In definitiva: si tratta di un film decisamente diverso rispetto ai due di Burton: gli elementi del fuometto lasciano spazio ad uno strano “realismo”. Il film è una continua crescita: i primi minuti, lo ammetto, sono parecchio noiosi, ma servono a costruire personaggi e vicenda poi da un punto in avanti (che non svelo) la narrazione diventa più frenetica, la tensione sale e si rimane incollati alla poltrona con gli occhi spalancati, quasi sopraffatti da quello che corre sullo schermo.

Note negative: si ci sono alcune note negative e alcune scelte non proprio azzeccate registicamente ma non vorrei rovinare la trama raccontando tutto.

Come si dice in giro anche io penso che il doppiaggio di Batman non sia assolutamente all’altezza, ma per questo non vedo l’ora di vedermi il film in lingua originale.

Certamente, nonostante i difetti, si tratta di un film imperdibile.

Meglio di Tim Burton? Per il momento sospendo il giudizio, però sicuramente c’è competizione!

Ultima Settimana

Pubblicato il 28-07-2008 da Sergio | Nessun Commento

Ce l’ho quasi fatta: finalmente riesco a staccarmi dal lavoro per qualche ora.

Le ultime settimane, a dispetto di quello che avviene normalmente in Luglio, sono state particolarmente intense.

Incredibilmente sembra che tutti si siano svegliati contemporaneamente e che vogliano qualcosa di nuovo, bello, eccezionale (e naturalmente economico) per ripartire bene il prossimo settembre.

Per questo motivo nelle ultime settimane è stato tutto un progettare e riprogettare, scrivere e riscrivere i piani di lavoro manco fossero palinsesti.

Avvicinandosi alle ferie si cerca di far quadrare tutto in modo da non rendere troppo traumatica l’inevitabile ripresa.

La mia tattica consiste nel crearmi una sorta di tutorial / caccia al tesoro composta di post-it e file “leggimi” che mi permetta di riprendere il lavoro con continuità.

Quest’anno però il tutto appare un po’ più complicato del solito: la mole di lavori è superiore e il tempo per organizzarsi è inferiore.

Ma a parte tutte queste cose di lavoro è il caso che cominci a preparare le valige: infatti il primo Agosto sarò già in viaggio verso mete inesplorate!

La Mia Luna

Pubblicato il 21-07-2008 da Sergio | 2 Commenti

39 anni fa come oggi un uomo ha messo per la prima volta piede sulla Luna.

Ho avuto fin da piccolo un rapporto molto particolare con questo evento storico.

Avevo un vinile dell’Europeo con registrato una sorta di documentario sonoro della missione.
Il disco si apriva con la frase
Questo disco, nato in una lunga notte tra il 20 e il 21 luglio, vuole essere, seppur entro i suoi evidenti limiti un documento.
(che venne in seguito campionata da Frankie Hi NRG come intro dell’album Verba Manent) e conteneva tutti i suoi dell’Apollo dal countdown al “piccolo passo per un uomo”.

Da piccolo avevo ricostruito con il Lego, aiutandomi guardando un libro degli anni 70 contenente la storia del programma spaziale americano da Gleen alla Luna, i modellini del vettore Saturno con relativa rampa di lancio, la navicella Apollo Columbia e il LEM Eagle, oltre che una porzione di suolo lunare con tanto di bandierina degli Stati Uniti “rubata” da un ornamento per patatine fritte in qualche bar.

Mi divertivo a ripercorrere tutti i passi della missione ascoltando il disco: quindi lanciavo il razzo quando il countdown arrivava a zero e facevo scendere Armstrong sulla luna quando sentivo la sua frase storica.

Qualche anno dopo sul mio Commodore 64 mi divertivo a giocare con Apollo 18: un complesso simulatore/arcade della missione Lunare che non si svolse mai. In questo gioco veniva riprodotto il lancio, l’aggancio del modulo di comando al LEM, le correzioni di rotta, la discesa sulla luna, la camminata sulla luna, la camminata nello spazio e il rientro nell’atmosfera.

Nonostante abbia passato ore su questo videogioco (dai tempi di caricamento infiniti e senza salvataggi!) non sono mai riuscito a completare una missione. Il mio massimo è stato schiantarmi sulla superficie lunare con il LEM.

Negli anni delle medie uscì il film Apollo 13. Ho un ricordo particolare di questo film: infatti è stato il primo film che sono andato a vedere da solo, o meglio, non accompagnato dai genitori.

Si è trattato di una piccola avventura: io e un mio amico, ragazzini di seconda media da soli prima sul pulman, poi in giro per Monza tra cinema e panzerottaro.

Adoro Apollo 13: è forse l’unico film dove gli eroi sono Geek, Nerd e Tecnici e per questo mi immedesimo sempre moltissimo ogni volta che lo vedo.

Inoltre ho una particolare reazione emozionale con la scena del lancio. Non so perché, ma la combinazione tra musica e immagini mi provoca sempre una fortissima emozione e tutte le volte che la vedo mi trovo a trattenere a stento le lacrime…

Penso che questa combinazione di eventi che mi ha accompagnato fin da piccolo abbia acceso dentro di me la mia grande curiosità verso lo spazio e il volo. Certamente è il sogno di ogni bambino fare l’astronauta, ma molti sognatori come me vedono nelle stelle la nuova frontiera!

[un Grazie a Wolly per avermi ricordato con il suo post questa ricorrenza]

Il Social Network (mi) Colpisce Ancora

Pubblicato il 18-07-2008 da Sergio | 5 Commenti

Nelle ultime settimane sono ritornato a frequentare le parti abitate della rete.

Dopo aver passato lo scorso anno in piena “febbre” di Twitter e compagnia mi sono lentamente “disintossicato” smettendo anche ad un certo punto di tenere aggiornate le mie pagine sociali sparse in rete.

Ultimamente però ho subito un ritorno di fiamma per quanto riguarda Facebook, e in modo minore anche Twitter.

Su Facebook senza una ragione particolare mi son trovato a confermare amici che mi conoscevano, ma che non vedevo da tempo, e per questo motivo, trovandomi sulle pagine mi sono rimesso a ricercare le persone che conoscevo scoprendo che da quando avevo smesso di usarlo molti miei amici hanno aperto un loro account su facebook.

Rientrando nel giro naturalmente mi sono arrivate millemila richieste di installazione delle applicazioni più strane del mondo.

Questo mi ha riportato in un loop di “installa - Prova - Disinstalla” o “installa - Usa - Abusa” pazzesco.

La bottom line del 90% delle applicazioni di Facebook è: profila i tuoi amici.
Chi è il più bello? Chi il più intelligente? Provalo con questo test! Con chi vorresti uscire a cena? Vuoi giocare a poker con questi tuoi amici?

Il restante 10% delle applicazioni fornisce nuovi strani modi di comunicare: a parte i famigerati morsi di vampiri/lupi mannari e altre bestie ci sono svariati tipi di avatar (animati, 3D, a forma di gatto di pezza…) e scambi non meglio precisati di Birre, Regali, karma, palle di neve, spam-o-altri-oggetti-dei-monty-python.

Nel loop com’ero non ho potuto fare a meno di installarmi l’SDK per creare applicazioni per facebook. Per il momento non ho fatto ancora nulla di sensato (non che occorra, trattandosi di Facebook…) ma non è escluso che in futuro mi inventi qualcosa.

Oltre a Facebook sono tornato su Twitter.
Da un lato sono molto felice di scoprire come ora le API funzionino molto meglio e che quindi ho potuto automatizzare la gestione dei miei amici usando alcuni script (eliminando chi non scrive e aggiungendo chi ricompare online dopo anni).
Dall’altro lato Twitter ancora non funziona: l’IM in particolare va quando vuole lui. Io senza IM non riesco ad usare Twitter, quindi sono fermo ad una media di un post al giorno.

Su Twitter mi sono accorto di quante persone provino a spammare addando migliaia di contatti.
Mi chiedo come mai Twitter non metta un blocco in modo da evitare che chiunque possa aggiungere, che so, 100 contatti in un minuto.
In ogni caso io blocco ogni contatto di spam in modo da escludere permanentemente chi usa Twitter per scopi socialmente dannosi.

Oltre a Twitter e Facebook sono particolarmente attivo su aNobii dato che, da quando ho il mio cybook, leggo un casino.

Se ancora non l’hai fatto ecco un po’ di riferimenti per diventare mio amico :-)
Facebook, Twitter, Del.icio.us, aNobii, Tumblr, Last.fm

Per le ultime mode del momento sono rimasto un po’ indietro:qual’è il network più trendy dove devi essere iscritto per forza se vuoi essere cool e 2.0?

Aggiornamento a WordPress 2.6

Pubblicato il 16-07-2008 da Sergio | Nessun Commento

Un veloce post di prova per verificare il corretto funzionamento del blog dopo l’aggiornamento alla versione 2.6 di WordPress.

Al momento sembra esserci qualche problema con i PermaLink, cerco di risolverlo al più presto Risolto. Ho cambiato la struttura dei permalink. Si tratta di un bug di wordpress:puoi trovare più info qui.

In questa versione è stato introdotto il supporto per Google Gears con funzioni di accelerazione dei pannelli di amministrazione del sito. Purtroppo non posso sperimentarlo dato che Kubuntu monta attualmente una versione beta di Firefox incompatibile con il plugin di Gears.

Tra le altre modifiche minori c’è un conta-parole che permette di visualizzare il numero di parole che compongono il post con cui ti sto tediando.

Guardando l’interfaccia sembrano esserci altre modifiche, se ti interessa puoi trovare la lista completa in questo ottimo post.

Alla Ricerca di Una Intuizione

Pubblicato il 10-07-2008 da Sergio | 6 Commenti

Nel processo creativo alla base di un qualunque software la ricerca di una soluzione è la parte più misteriosa e divertente.

Si parte con un problema, o meglio una classe di problemi che il tuo programma si prefissa di risolvere.

Questo problema può essere di vari tipi: si va dal “calcolami il consumo dell’auto per questo tragitto” a “sposta un valore da un server ad un altro”

Insieme al problema naturalmente vengono tutta una serie di regole che la tua soluzione deve rispettare: ad esempio “deve girare su windows” o “deve interfacciarsi con un il database tal dei tali”

Nella maggior parte dei casi non sei il primo programmatore sulla terra ad affrontare il dato problema e quindi puoi cercare una soluzione simile e riadattarla: in molti casi tu stesso avrai già una soluzione simile, e se hai lavorato bene riadattarla è un gioco da ragazzi.

In altri casi non hai la pappa pronta, ma la soluzione del problema è comunque evidente: in questi casi si tratta solo di progettare quello che manca, verificare che tutto fili e passare all’azione (scrivere codice).

Esiste un terzo caso - quello più divertente - dove non hai alcuna idea della soluzione. Il problema appare irrisolvibile ai tuoi occhi: hai probabilmente tentato di abbozzare una soluzione, ma hai miseramente fallito.

Qui comincia la magia del processo creativo: la soluzione è li da qualche parte, ma non esiste un processo che ti possa portare ad afferrarla.

Il mio comportamento in questi casi può variare
Posso rimanere seduto alla scrivania fissando le mie carte e scervellandomi, ma solitamente non vado lontano.
Posso alzarmi e camminare avanti e indietro per la stanza rimuginando mentalmente.
Posso fare altro, solitamente funziona, ma non è facile smettere di pensare e mettersi a fare altro.

In molti casi la soluzione mi appare quando non sono al lavoro: in molti casi ho avuto intuizioni mentre ero alla guida, ma il mio pensatoio migliore rimane la doccia.

Avevo un collega che si appoggia al calorifero quando deve pensare e un altro che gioca con degli videogiochi arcade.

Certamente: non è tutto puramente erratico. Esistono vari metodi e meccanismi per catalizzare questo processo, a partire dal brainstorming, passando per le euristiche e finendo con il pensiero laterale.

Questi processi possono avvenire a consciamente o “in background”. Infatti sembra che in qualche modo il cervello continui a rielaborare i problemi che gli si sottopongono anche mentre si fa tutt’altro.

Ad un certo punto vieni illuminato e il problema irrisolvibile di cui sopra ti appare immediatamente di una banalità sconcertante.

Una volta ottenuta l’intuizione sono due i passi che devo compiere per fissarla e perfezionarla.
Primo: scriverla. Per questo ho sempre con me una Moleskine e una penna, mentre se sono in ufficio spesso mi metto direttamente alla lavagna (penso in grande).

Secondo: spiegarla a qualcuno. Non è importante che il mio interlocutore capisca esattamente quello che sto dicendo a patto che mi presti attenzione, è un po’ lo stesso processo con il quale si cerca di studiare una lezione ripetendo ad alta voce quello che si sta imparando. Si tratta di un modo per tirare fuori l’idea dalla mente e esprimerla con parole semplici.
Spesso in questa fase l’idea viene rielaborata.

Il guaio è che non si può stimare quanto tempo impiegherai per avere l’intuizione necessaria per risolvere il problema: se sei fortunato stimi di spaccarti la testa un pomeriggio e in pochi minuti te la sei cavata, ma se sbagli potresti rimanere a incastrato allo stesso punto per mesi.

In bocca al lupo!

Immobilità Insostenibile

Pubblicato il 07-07-2008 da Sergio | 1 Commento

Mi piace muovermi con i mezzi pubblici, specialmente per andare al lavoro.

Dovendo spostarmi dalla provincia a Milano preferisco muovermi usando metropolitane e tram, nonostante il tragitto con i mezzi pubblici sia parecchio più lungo rispetto a quello in auto. A Milano infatti per andare dal punto A al punto B usando i mezzi pubblici è molto raro non dover passare da un punto C. C come Centro.

Quasi tutte le linee infatti tagliano la pianta circolare della città attraverso uno dei suoi raggi, e visto che il posto dove lavoro non si trova sullo stesso raggio della Metropolitana che uso per entrare in città dalla campagna mi tocca a passare dal castello sforzesco tutte le mattine.

In pratica in una normale giornata di sole impiegherei una buona mezz’ora in meno se venissi in centro con la mia auto ma, per comodità, ambientalismo, costo esorbitante di Gasolio e autostrada scelgo ogni giorno di svegliarmi un po’ prima e rientrare a casa un po’ più tardi grazie al trasporto di massa.

I mezzi pubblici vanno bene… a patto che:

  • La stazioni della metropolitana non si allaghi
  • Qualcuno si tolga la vita lanciandosi sotto un treno nell’ora di punta
  • Il tram non deragli
  • Il tram non venga investito da un SUV
  • Il tram non si rompa…
  • … o si rompano due tram di fila!

e naturalmente la minaccia più grande: lo sciopero degli autoferrotranvieri!

Le agitazioni degli autoferrotranvieri sono una tradizione autunnale meneghina quasi quanto le manifestazioni studentesche. Negli ultimi anni però gli scioperi hanno cominciato a protrarsi anche nei mesi primaverili.

Oggi penso sia stato il primo sciopero dei mezzi pubblici in Luglio di cui mi ricordi… ma potrebbe essercene stato tranquillamente uno l’anno scorso: ne fanno così tanti che ho perso il conto.

Motivo dell’agitazione dovrebbe essere

la vertenza per il rinnovo del contratto nazionale sulla mobilità ai sensi delle nuove normative incluse nella legge Biagi.

qualunque cosa voglia dire.

Nella realtà tutto ciò si traduce nel dover andare a Milano in macchina: io e tutti i miei “compagni” pendolari.

La situazione alla barriera di Milano est alle 7:10 di questa mattina è descrivibile con una semplice parola. Immobile. File e file parallele di auto e camion sono ferme mentre bruciano prezioso combustibile nell’attesa di un miracolo che possa sbloccare la situazione.

Quando la situazione si sblocca e si supera la barriera la coda riprende con il buon vecchio movimento a fisarmonica da 0 a 30 km/h

Transito sotto un cartello luminoso che annuncia

Traffico Rallentato per Sciopero dei Mezzi Pubblici

… ma dai?

Un secondo cartello luminoso qualche minuto dopo annuncia

Zona Ecopass sospesa causa sciopero mezzi pubblici

Non so se gioire o piangere.

La coda si snoda lentamente e superiamo anche Cormano, quando mi si para davanti l’ennesimo cartello luminoso

Codice della Strada e Regole basilari di Convivenza Civile Sospese causa sciopero mezzi pubblici

E infatti si scatena il caos. Il camion a destra si pianta di traverso a tre corsie, l’auto a sinistra esce dopo aver messo la freccia a destra, le moto e gli scooter saltano da un tetto all’altro delle auto in colonna…

Lascio l’autostrada ed entro a Milano accolto dall’insegna luminosa

Benvenuti a Milano: città dell’expo. Lasciate ogni speranza voi che entrate. Causa sciopero mezzi pubblici.

In città è il delirio più assoluto: al semaforo di Corso Sempione mi ha tagliato la strada un branco di elefanti africani, mentre in Mac Mahon sono stato superato da un Carro Falcato in stile Ben-Hur.

In un modo o nell’altro sono giunto al lavoro con un tempo niente male 2 ore per 30 Km Scarsi…

Avendo in tasca, come tutti i pendolari un (costoso) abbonamento mensile per i mezzi pubblici, mi chiedo se questi scioperi danneggino veramente qualcuno al di fuori di chi, come me, prende i mezzi tutti i giorni.

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