Un Giorno di Ordinaria Follia
Pubblicato il 07-10-2008 da SergioDecisamente un buon modo di cominciare la settimana.
Questa mattina, appena salito in metropolitana, mi accorgo che le due signore in elegante tailleur nei sedili accanto al mio stavano riorganizzando gli impegni settimanali della loro agenda mentre, parlando freneticamente al telefonino, annullavano tutti quelli della mattina.
Motivo: la metropolitana verde è guasta. Classico.
Come ogni pendolare sono ormai abituato ai guasti e alla chiusura di una o due stazioni con relativi autobus sostitutivi, ma questa volta sembra qualcosa di più grave.
Le metropolitane sono infatti bloccate da Cascina Gobba a Caiazzo: sei stazioni chiuse. Ottimo.
Scendo a cascina gobba insieme a tutto il mio treno che naturalmente, essendo le otto di mattina è stipato all’inverosimile di pendolari.
Scendo nel piazzale insieme alla fiumana di gente per cercare di salire sull’autobus sostitutivo e qui trovo una massa impressionante di persone. Capisco subito perché: le metropolitane arrivano stracariche al ritmo di una ogni cinque minuti e restando a guardare per quasi un quarto d’ora ho visto farsi largo tra la folla solo due autobus sostitutivi, che al massimo avrebbero potuto contenete l’equivalente di due vagoni, ovvero un terzo di treno.
A cercare di mantenere in ordine la folla ci sono una manciata di vigili urbani e qualche militare, penso di quelli in di pattuglia in seguito al decreto sicurezza. Il massimo che potevano fare era separare il mare di folla per far passare i pulman.
Una brutta situazione nella quale ci si rende conto di quanto un italiano medio (non dico milanese perché c’era gente di tutti i dialetti) non sia disciplinato e non abbia il minimo interesse per il mantenimento dell’ordine e la calma e anzi cerchi di prevaricare sugli altri a spintoni. Poco importa se gli altri sono anziani, bambini o stranieri allibiti dal nostro comportamento.
Faccio un rapido conto: 6 stazioni di metropolitana da coprire con poche decine di autobus sostitutivi (63 stando a Blogosfere) imbottigliati nel traffico milanese del lunedì mattina = meglio trovare un modo alternativo di giungere al lavoro.
Mi metto in marcia, proprio come il protagonista di “Un giorno di ordinaria follia” sulla strada pedonale al fianco della metropolitana. Attraverso e mi metto a percorrere viale Palmanova superando - a piedi - un paio di autobus stracarichi di gente: So long suckers!
Chiamo l’ufficio e avviso del mio ritardo e, già che ci sono mi faccio calcolare al volo un percorso alternativo per arrivare a destinazione. C’è giusto il tram che fa al caso mio alla fine di viale Palmanova.
Dopo i miei allegri 3,5 km a piedi salgo su un tram storico: una vettura che se ho ben capito risale a prima della seconda guerra mondiale e dopo essere sopravvissuta ai bombardamenti e alla modernità è stata restaurata, ed ora è in servizio attivo su alcune linee. Molto pittoresco.
Il tram naturalmente rimane bloccato nel traffico esattamente come ogni altro veicolo. Guardando dal finestrino si ha la netta sensazione che i pedoni vadano estremamente più veloci. C’è poco più di un km per arrivare a piazzale Loreto. avrei potuto anche farmelo a piedi e forse avrei risparmiato tempo, comunque in qualche modo il tram mi scarica a destinazione. Piazzale Loreto.
Riprendo la marcia oramai manca poco a Caiazzo dove finisce il blocco. A Caiazzo, nonostante oramai l’ora di punta sia passata. c’è ancora una discreta folla in attesa degli autobus sostitutivi. buona Fortuna.
Anche al ritorno la situazione è stata più o meno la stessa: infatti alle 19 il guasto non era ancora stato risolto. Ho deciso di provare l’ebrezza dei mezzi sostitutivi, dato che non avevo ne fretta, ne voglia di camminare.
Una buona mezz’ora su un marciapiede insieme ad una folla ridotta rispetto a quella della mattina (molti infatti hanno trovato metodi alternativi per fuggire dalla città ) e in qualche modo un po’ di sfroso riusciamo a salire su un autobus che in realtà , dopo aver fatto scendere i passeggeri diretti verso il centro, andava a far manovra prima di caricare i passeggeri diretti verso la periferia. Ora: girare un autobus in quella zona di Milano ha richiesto un quarto d’ora circa a causa del traffico.
Non so quanto sono stato su quell’autobus: stavo ascoltando un podcast molto lungo e ho perso la cognizione del tempo. Fatto sta che una volta arrivati a Cascina Gobba le metropolitane avevano ripreso a funzionare.
Fine dell’avventura riesco a rincasare per le 21:00 con circa un’ora di ritardo, ma forse qualcosa in più, rispetto al normale.
Cosa ho imparato da questa esperienza:
- Il traffico a Milano è collassato.
- Basta poco per scatenare gli istinti animali della gente.
- Con un po’ d’ordine e coordinazione le cose andrebbero meglio.
- Quando si guasta la Metropolitana perderai molto tempo: accettalo
- Urlare e incazzarsi peggiora le cose
- Rimanere tranquillo, magari ascoltando della buona musica, è meglio per il tuo stress
- Certa gente non sa più camminare se sale sul sostitutivo a Caiazzo per scendere a Loreto (500 Metri)
- Stampati un po’ di percorsi alternativi per far fronte ai prossimi inevitabili guasti.
Buon Viaggio!



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