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Il Blog di Sergio Longoni

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Se Gli Stati Fossero Aziende

Pubblicato il 21-02-2006 da Sergio

Se gli stati fossero aziende i cittadini sarebbero gli azionisti, i politici il consiglio di amministrazione mentre i ministri probabilmente sarebbero i responsabili di determinati settori dell’azienda.

Seguendo questa fantasia il nostro stato diventa una multinazionale con filiali in tutto il mondo: la quale sopravvivenza sul mercato dipende dalla compravendita di beni e servizi con altre multinazionali in un libero mercato.

La nostra multinazionale quindi è in balia del mercato come tutte le altre e quindi quando dovesse trovarsi un giono a corto di qualche risorsa proveniente da una grossa multinazionale dell’est il consiglio di amministrazione cercherebbe di instaurare più solidi rapporti commerciali con le multinazionali del sud, ricchi delle risorse necessarie alla nostra compagnia per sopravvivere.

Gli azionisti delle multinazionali del sud, insieme aqualcuno dei loro consiglieri delegati, hanno una curiosa abitudine: Non magiano mai prosciutto e non bevono alcolici. Questa particolarità non dovrebbe essere di nessun interesse nelle relazioni tra la nostra multinazionale e le multinazionali del sud; però ultimamente è successo un evento veramente particolare: alcuni azionisti di alcune società del nord hanno preso in giro gli azionisti delle società del sud per questa loro peculiarità.

Gli azionisti del sud hanno reagito in maniera abbastanza spropositata non limitandosi a chiudere i rapporti con le multinazionali del nord ma anche reagendo violentemente contro le filiari che queste società hanno nei loro paesi. Effettivamente alcuni azionisti del sud sono noti sul mercato per il loro modo non sempre ortodosso di condurre gli affari.

In ogni caso questo non causa grossi problemi alle società del nord che possono anche permettersi di non fare grandi affari con le società del sud.

Infatti se confronti i bilanci energetici (sezione olio e gas) di una multinazionale del nord con quelli della nostra multinazionale ti sarà ben chiaro quano per la nostra compagnia sia vitale avere le migliori relazioni possibili con le multinazionali del sud rispetto alle compagnie del nord che, appunto, vanno avanti quasi da sole.

In questo scenario appena descritto mettiamo che un consigliere delegato e responsabile per il riassetto della società (la nostra società infatti è nel bel mezzo di un cambiamento da S.P.A. a qualcosa di non ancora ben definito) indossi volontariamente e sotto l’attenzione dei media una maglietta ritenuta offensiva dagli azionisti del sud causando la loro violenta reazione e mettendo a rischio i delicati rapporti commerciali.

Ora come dovrebbero conportarsi gli azionisti di fronte a questo consigliere delegato?

Peso che sia ben chiaro no?

Torniamo al mondo reale.

Nel mondo reale ogni persona ha diritto di esprimere come meglio crede le proprie idee, e questo è un sacrosanto diritto. Ci sono molti altri elementi importanti nel mondo reale da tenere in considerazione: l’onore, la fede, il patriottismo, la politica, l’essere occidentali… tutto vero.

Ma ricordiamoci: nessuno di questi valori si può bruciare nella stufa per tenerci caldi d’inverno ne tantomeno bruciare nelle autovetture per permetterci di muoverci.

Ricordiamoci sempre che nella società attuale liberista e globalizzata la base di tutto è il mercato e quindi non siamo molto distanti dal modello di stato azienda sopra illustrato.

Per questo motivo nonostante debba continuare a esprimersi liberamente ritengo debba anche essere responsabile delle proprie azioni. Per questo motivo ritengo le dimissioni di Calderoli giuste e il suo comportamento assolutamente ingiustificabile.

Ma nella realtà gli stati non sono aziende…


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