Regno d’Italia: Anno del Signore 1542
Pubblicato il 13-06-2008 da Sergio
Siamo nel pieno della controriforma: i movimenti religiosi che vogliono allontanarsi dal Papa stanno insanguinando il regno e le colonie con le loro violente rivolte. Da più parti i missionari e gli inquisitori cercano di riportare gli eretici sulla retta via.
Il Sacro Romano Impero guidato dall’Austria è frammentato più che mai in piccoli litigiosi stati che, con la loro debolezza, hanno favorito il dominio Inglese, Francese e Spagnolo su gran parte del continente e delle colonie.
L’impero Ottomano ad est rimane una minaccia incombente mentre a sud l’Africa inesplorata è una terra di opportunità alla portata dei nostri coloni più temerari.
L’anno è il 1542, ed è questo lo scenario nel quale il regno di Milano è riuscito a unire l’Italia!
Il sud è ancora indipendente in mano al regno di Sicilia mentre Sardegna e Corsica sono indipendenti.
Venezia, oramai in declino è stretta dall’impero Austriaco che mantiene saldo il controllo su Trento e Treviso, mentre il Tirolo è conteso.
In compenso l’impero italico ha allargato i suoi confini annettendosi la Svizzera e parte della Francia, oltre che alcune regioni della Danimarca conquistate 30 anni prima in una guerra contro i paesi scandinavi.
E non poteva mancare il posto al sole sulla costa ovest dell’Africa.
Questa è la descrizione della mia attuale partita a Europa Universalis 3.
Ho ripreso a giocare con questo fantastico titolo strategico in seguito all’uscita di In Nomine.
In Nomine aggiunge parecchia profondità al gioco, ponendo un accento molto più marcato sulle religioni, e introducendo un sistema di missioni che rendono il gioco più storicamente verosimile.
L’unificazione d’Italia, ad esempio, non è avvenuta completamente sulla punta della lancia, ma è stata frutto di una lunga e complessa trattativa diplomatica che ha permesso di annettere lo stato pontificio, già vassallo in seguito ad una precedente guerra.
EU3 come tutti i giochi paradox, o si ama o si odia. Il sistema di gioco è verosimile e quindi le guerre non sono semplici campagne di conquista, ma operazioni volte a mettere in ginocchio lo stato avversario (e la sua alleanza). Solo una volta ottenuto il collasso del sistema militare avversario infatti sarà possibile negoziare una tregua vantaggiosa.
E oltre a questo naturalmente ci sono spie, colonie, religioni, ricerca tecnologica, commercio, pirati, ribelli…
Un particolare accento sui ribelli: con In Nomine i ribelli hanno una causa. Non si tratta infatti di semplici persone scontente del tuo modo di governare, ma di nazionalisti, contadini oppressi in cerca di diritti, fanatici religiosi, coloni in cerca di indipendenza o altro.
Non tutte le ribellioni quindi andranno stroncate allo stesso modo e, in diversi casi, conviene scendere a patti.
Un gioco completo che a dispetto della sua mancanza di spettacolarità grafica (una mappa piena di omini) lascia pieno spazio alla fantasia per chiunque voglia provare a riscrivere la storia!



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2 Commenti
Overlord ha commentato:
Ecco perchè non ti facevi più sentire
Sergio ha commentato:
E si! Ultimamente sono tornato a farmi prendere la mano dai videogiochi,
Ma giuro che prima o poi ricompaio
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