Rapito da Rapture
Pubblicato il 21-11-2007 da SergioFinalmente è arrivata la mia copia di Bioshock!
Come al solito ho acquistato la mia copia su Play.com che tra l’altro ha dei prezzi piuttosto buoni.
Solitamente tendo ad acquistare i giochi in Inghilterra dato che preferisco l’audio originale: in questo caso in realtà non era necessario dato che la copia europea del gioco contiene l’audio multilingue ed è possibile scegliere se installare il gioco in italiano o in inglese.
Sfruttando a pieno le potenzialità del mio nuovo computer ho potuto impostare i livelli di dettaglio e la risoluzione al massimo e…
…sono rimasto rapito!
I primi minuti di gioco li ho trascorsi a guardarmi intorno a bocca spalancata.
Rapture, la città dove si svolge la storia, è un posto davvero particolare: infatti si trova sul fondo dell’oceano atlantico; per di più la storia è ambientata negli anni ‘60 e quindi tutte le strutture e gli arredamenti hanno questo aspetto retrò; in più la città è impazzita… ma sto correndo.
Rapture è una città ideale costruita da Andrew Ryan e potrebbe essere definita la città delle libertà! Il mercato infatti è l’unica legge e non ci sono vincoli morali all’arte e alla scienza. Questo ha spinto l’ingegneria genetica portandola a creare alterazioni del DNA che hanno permesso ai cittadini di Rapture di guadagnare poteri sovrannaturali. Ma la troppa libertà portò alla degenerazione e al collasso del sogno, e presto scoppiarono rivolte.
Ora la città è dominata da psicotici assassini deformi geneticamente potenziati e dalle difese automatiche cittadine.
Questo è lo scenario di Bioshock: uno sparatutto in prima persona dai forti accenti horror. Molte scene sono parecchio inquietanti, la città è devastata, l’acqua penetra da diverse falle, le luci saltano, le ombre creano inquietanti figure, gli zombie cantilenano frasi senza senso e per di più ogni tanto compaiono pure i fantasmi!
Bioshock è decisamente piazzato sugli stessi binari di System Shock: anche qui oltre agli elementi horror anche qui lo scenario è arricchito da tantissimi dettagli sparsi per il gioco, come i diari vocali degli abitanti della città.
L’atmosfera è resa al massimo, l’aspetto visivo e sonoro rendono l’esperienza degna dei migliori film horror, la colonna sonora è composta da pezzi tesissimi e da canzoni degli anni ‘50 provenienti dagli altoparlanti.
Insomma: potremmo essere di fronte ad uno dei migliori videogiochi di tutti i tempi!



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1 Commento
Bioshock: La Recensione KromeBlog - il blog di Sergio Longoni ha commentato:
[...] appena portato a termine BioShock. Ti avevo già detto qualcosa a riguardo qualche giorno fa e quindi non mi ripeto nel descriverti l’ambientazione. Il sistema di gioco è uno sparatutto [...]
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