Ogni Tanto è Bello Ricominciare da Capo
Pubblicato il 17-05-2007 da SergioNon sono un maniaco del formatta e reinstalla.
Molti smanettoni, non trovando un modo migliore per trascorrere i week end, adorano installare e reinstallare il proprio computer cercando arrivare per prove ed errori alla configurazione perfetta.
Io piuttosto trasformo di giorno in giorno il mio computer creando come un novello Frankenstein il mio personalissimo Mostro. Con Linux ho la tendenza, partendo da una qualsiasi distribuzione, a cercare di tendere sempre allo stesso risultato: la mega “macchina di Touring” che risponde ad ogni mia possibile richiesta. Tra l’altro le mie richieste sono ad esempio: fare web-radio il Lunedì, realizzare un grafico come quello di ieri il Martedì, programmare in Python il mercoledì, il Giovedì editare fotografie, il Venerdì vedermi delle serie televisive con i sottotitoli e il Sabato lanciare un gioco Windows (non perchè non abbia Windows con il gioco già installato, ma per il puro gusto della sfida).
In più voglio fare tutto questo usando il più possibile software libero, e al massimo software gratuito. Per questo motivo tra tutorial e smanettamenti vari la macchina tende, nel corso degli anni a deteriorarsi e l’Hard Disk a riempirsi.
er questo motivo ho colto l’occasione dell’uscita di Kubuntu 7.04, ho comprato un nuovo Hard Disk e ho reinstallato il tutto.
Ora che ho la tabula rasa, logicamente, sono completamente preso dalla trasformazione della macchina. Piano piano sto ripristinando quello che mi serve.
Non ho ancora ripristinato l’aggregatore RSS e il PodCatcher, e sono ancora all’essenza anche con gli Instant Messanger, Twitter per il momento lo uso da web… in pratica mi sto godendo una sorta di pausa di riflessione e di riorganizzazione.
Ogni tanto appunto è bello ricominciare da capo, non solo riformattando il proprio computer.
Ripartendo da zero con l’esperienza acquisita è facile ritrovarsi in breve tempo in una situazione migliore di quella che si è abbandonata.
Un aneddoto Zen narra:
Nan-in, un maestro giapponese dell’èra Meiji (1868-1912), ricevette la visita di un professore universitario che era andato da lui per interrogarlo sullo Zen. Nan-in servi il tè. Colmò la tazza del suo ospite, e poi continuò a versare. Il professore guardò traboccare il tè, poi non riuscì più a contenersi. « É ricolma. Non ce n’entra più! ». « Come questa tazza, » disse Nan-in « tu sei ricolmo delle tue opinioni e congetture. Come posso spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tua tazza?
e descrive molto bene qual’è la mia idea quando decido di ricominciare da capo un cammino: sia che si tratti di una cosa banale come la re-installazione del proprio computer o che si tratti di rimettere in discussione i pilastri che attualmente sostengono la mia vita.



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2 Commenti
stefigno ha commentato:
c’è qualcosa da leggere fra le righe di questa tua ultima affermazione…?
Kromeboy ha commentato:
No no Nulla di preoccupante! Non ho deciso di mollare tutto e ritirarmi a vita monastica
è semplicemente la spiegazione di una delle mie caratteristiche: l’essere sempre in stato di ricerca, cercando di non avere nulla come assoluto, e l’essere sempre pronto a cambiare in maniera repentina.
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