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La Blogosfera è una Casta? Nel Caso ne Faccio Parte?

Pubblicato il 16-09-2007 da Sergio

La blogosfera è una casta: questo almeno è il pensiero di Gigi Cogo, uno dei creatori di duepuntozzeropertutti.
Su questo punto di vista ho qualche commento da fare quindi, se non l’hai ancora fatto, ti consiglio di leggere l’articolo originale prima di continuare la lettura di questo post

Pronto? Via!
Partiamo dalle definizioni di Blog e Blogosfera.

Il blog è uno dei “mezzi” che favoriscono il trasferimento della conoscenza.
La “blogosfera” è un timido tentativo di determinare “influenza” attraverso l’accettazione di alcune regole……………………..condivise? Mutabili? In evoluzione?

Secondo me il blog è uno spazio privato (di una persona, gruppo, azienda, società. partito politico…) dove vengono pubblicati, con una certa frequenza, pezzi in prevalenza testuali di varia natura (notizie, riflessioni, commenti, storie, recensioni…).
Di per se il mezzo blog non ha nulla di sociale, se non forse, la possibilità non implicita del mezzo di commentare gli articoli.
Il blog può essere un mezzo per il trasferimento della conoscenza, ma non penso sia il migliore.
Personalmente uso i blog come strumento di informazione, come “polso della situazione” su determinati argomenti, come svago e intrattenimento, e come stimolo semi-casuale ad imparare nuove cose.
Personalmente considero lo strumento principe per il trasferimento della conoscenza i wiki, mentre come strumento principe per la discussione i forum. Quindi alla “casalinga di Voghera” che vuole pubblicare le ricette su internet consiglierei appunto di usar una wiki, mentre al movimento politico che vuole discutere con la sua base consiglierei l’uso dei forum.

La blogosfera è la sovrastruttura sociale che unisce i blog. I link nei post, i blogroll e le citazioni hanno formato una serie di legami tra i vari soggetti.
Per cercare di mettere ordine tra questi legami e estrarre una visione completa di questa realtà sono nati alcuni servizi di aggregazione e misura e alcuni di essi, Technorati prima e Blogbabel poi, sono stati accettati come standard de facto nella così detta blogosfera.
Essendo questi servizi volontari hanno causato la divisione della blogosfera in dentro e fuori: chi è dentro è La Blogosfera, chi è fuori è nell’oblio.
Essendo servizi automatici hanno delle regole ben precise che possono essere forzate per scalare le classifiche e apparire meglio.

La blogosfera, è un grande gioco al quale molte persone partecipano, dove si cerca di arrivare più in alto possibile in classifica.
Attenzione però: questo gioco di classifiche ha anche un aspetto serio quando si pensa che gli stessi rank vengono impiegati da chi fa pubblicità per valutare l’opportunità di pubblicizzare attraverso il tuo sito (o di invitarti ad un aperitivo).

Secondo voi tutto ciò interessa anche a quel 99,5% che non è incluso in questo contesto?
Lo so, ho il pallino dell’ “inclusione” e dell’ “evangelismo”. Lo ammetto.
Ma vogliamo recuperare e includere anche qualche punto percentuale di quel 99,5%?

Naturalmente di questo gioco all’esterno non importa nulla, però chi rimane all’interno si diverte così e se qualcuno vuole unirsi al gioco è ben accetto.
Attenzione però: nonostante il gioco ci prenda la mano e ci porti a fare qualche (alcuni, molti, troppi…) post per “soli eletti” questo non vuol dire che siamo un circolo chiuso che non scambia con l’esterno.

I primi arrivati tendono a determinare delle regole. Non scritte ma accettate. Più o meno come i cani, fanno la pisciatina per determinare il confine del loro territorio. Cattivo gusto vero? Ma è così! O sei con noi o sei fuori. Non ti linko!

In ogni contesto conosca “chi prima arriva meglio alloggia” e scrive le regole del gioco, chi arriva dopo partecipa con quelle regole e piano piano le cambia.

Vediamo la pratica comune. Mi collego sulla classifica di Blogbabel, scorro i primi 100 blogger italiani pensando che siano i più influenti (anzi condividendo questa logica), e copio di sana pianta il loro blogroll (sistema di suggerimento di altri blog da leggere insito nelle piattaforme per i blog) nel mio. Fatto. Sono del giro!

Naturalmente all’inizio non si può che cominciare a leggere i blog più in vista, e dato che appunto i sistemi di metratura sono quelli, i più in vista sono la top 100 di blogbabel e si comincia da quelli.
Ma poi naturalmente ci si allontana anche radicalmente, scoprendo nuovi blog e se si usa la mia stessa logica “se ti leggo sei sul mio blogroll” non si esclude proprio nessuno.

E non basta. La casta ti accoglie e ti sopporta se hai un Mac, se parli male di Windows, se sei geek quanto basta, se usi Wordpress e sei social!

Un momento: penso che avere un blog sia ancora una cosa abbastanza da Geek, soprattutto è una cosa da geek (nerd addirittura) giocare a mandare un blog in cima alla classifica, per questo “la casta” è composta quasi esclusivamente da Geek, e come sappiamo, noi Geek / Nerd / Smanettoni / Sfigati abbiamo un modo tutto nostro di relazionarci con il prossimo.
Non è “La Casta” è “essere asociali”: è diverso.

A me piace “includere” ma mi rendo spesso conto che i miei argomenti, o il modo in cui cerco di “accendere” altra gente non funziona. Sono felice che ci siano persone altrettanto entusiaste come Gigi Cogo che provano con maggior successo ad allargare il cerchio.

Non condivido però l’idea che esista una “Casta” di blogstar che decide e che comanda e per chi ne sta fuori, non è social, non è su twitter e su facebook non c’è scampo.
Un esempio semplice? La Sciura Pina, al quale amministro il blog, è finita in prima pagina di liberazione e in TV (Rai Edu) senza aderire più di tanto alle logiche della “Casta”. Semplicemente scrive bene, e quello basta.

E se anche qualcuno nell’olimpo dei blogger volesse fare lo schizzinoso o darsi delle arie, io sono certo che la blogosfera non è una costruzione piramidale come potrebbe sembrare dalle classifiche, ma sono tante piccole galassie con tante piccole stelle (o cluster come spiega Federico Fasce).
E per questo penso che le logiche di Casta non funzionino.


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4 Commenti

Gianmario ha commentato:

Secondo me si da un po’ troppa importanza alla “blogosfera” che e’ sempre una parte di internet. Dei miei conoscenti in “carne e ossa” sono l’unico a scrivere un blog, ma tutti utilizzano internet. Scrivere non e’ nemmeno una cosa semplice, uno puo’ sapere tutto sulla musica, ma non essere in grado di esprimere cio’ che sente in parole, o almeno non quasi quotidianamente come in un blog. E’ un po’ cio’ che avviene con i blog dedicati a Linux, non e’ detto che tutte le persone che usano linux si sentano in dovere (o in grado) di scrivere un blog su questo argomento, pur frequentando newsgroup o forum.

In altre parole secondo me la supposta limitatezza della blogosfera non puo’ essere definita se non in rapporto agli altri aspetti di internet.

Per quanto riguarda l’influenza della blogosfera in Italia, direi che e’ praticamente nulla a livello macroscopica, mentre puo’ farsi sentire tra gli appassionati di un determinato settori. Sicuramente io tengo conto degli altri blog che parlano di cinema come il mio, ma non penso che anche l’insieme dei blog di cinema possa avere un effetto macroscopico particolarmente visibile.

Infondo ci si e’ sempre trovati a discutere di un argomento su un forum, un newsgroup o utilizzando una newsletter o negli altri modi possibili su internet.

Per il fatto che qualcuno che scrive da piu’ tempo possa non calcolarti, e’ anche possibile, ma e’ quello che succede per esempio in un qualsiasi newsgroup se si dicono banalita’.

La storia dei link poi’ e’ banale, io linko solo i siti che mi piacciono, niente siti di amici e se un sito diventa noioso o non viene aggiornato lo elimino.

Un’ultima cosa. Io ho iniziato a scrivere il mio blog per poter conoscere nuovi film e nuovi generi, e devo dire che come obiettivo e’ stato centrato visto che varie persone mi hanno consigliato dei film o leggendo i loro post mi hanno fatto ripensare a determinati film.

Ok son stato lungo :)

alga ha commentato:

ho risolto il problema di matematica.
posso commentare?
;-)

io sempre molto curiosa.
non sono una ragazzina, nel senso (anche) che non appartengo ad una generazione “tecnologica” e uso il mio mac (ce l’ho perché ho lavorato come grafica, non perché fa fico) come fosse una lavastoviglie, piuttosto che il microwave.
cioè, quando si pianta e non riesco a venirne a capo, chiamo il guru.
c’ho pure un blog, e ci scrivo le cose mie.
a questa cosa della casta, non ci credo mica tanto.
nel senso che, secondo me, la blogosfera è un modo di esprimersi e di condividere.
e di fare informazione nel modo più libero possibile.
punto.
io linko chi mi piace, sono contenta se qualcuno che apprezzo mi linka, vado a vedere la mia posizione in classifica a blogbabel, ma se ho solo due lettori in feedburner non ne faccio una malattia.
mi è capitato di andare a qualche barcamp, e mi sono trovata bene, non mi sembrava che le cosiddette blogstar se la tirassero.

mi piace stare qui, leggo sempre qualcosa di interessante.
e di emozionante.
:-)

markingegno ha commentato:

Sono d’accordo su molti punti, ma non su questo passaggio:

La blogosfera, è un grande gioco al quale molte persone partecipano, dove si cerca di arrivare più in alto possibile in classifica.

Non sempre, esistono anche altri motivi per partecipare a questo bel gioco.

Comunque abbiamo usato la stessa metafora, quella della galassia e delle costellazioni.
:)

Influenza nella blogsfera. Cos’è, una malattia? - Matteo Moro ha commentato:

[...] reazioni non si sono fatte attendere: Sergio Longoni vede la blogsfera come un grande gioco in cui tutti cercano di arrivare in cima alle classifiche, considerando anche [...]

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