A Force More Powerful: Prime Impressioni
Pubblicato il 20-03-2006 da SergioFinalmente è arrivato “A force more Powerful”.
In questo Weekend ho avuto il tempo di installarlo e di giocarci qualche ora: ecco quindi le mie “impressioni a caldo”.
Avvio il gioco subito dopo averlo installato e patchato. Eccomi senza troppi preamboli alla schermata principale: guardo il menù e noto che non c’è alcun tutorial.
Ok, nessun problema, nella scatola fortunatamente c’è un bel manuale (116 pagine disponibile in pdf sul sito del gioco). Sfoglio rapidamente i primi capitoli e fortunatamente trovo una buona guida introduttiva che mi conduce nelle prime fasi della partita.
Provo quindi ad avviare la missione descritta nel manuale.
La missione consiste nel rovesciare il governo corrotto di una città di un paese dell’est immaginario.
La prima fase della missione è la pianificazione: Viene descritta in maniera dettagliata la situazione attuale dove dovrò operare e mi viene richiesto di compilare un piano d’azione scegliendo gli obiettivi del mio movimento politico.
La quantità di dati e di opzioni disponibile in questa fase preliminare è veramente immensa: in pratica l’obiettivo di questa parte del gioco sarebbe riuscire a stendere un piano molto dettagliato della propria azione politica: qualcosa di decisamente inedito per qualunque strategico che conosco. Oltre a scegliere gli obiettivi generali (come far cadere il governo) e quelli intermedi (come guadagnare il sostegno dei commercianti) siamo esortati a prendere appunti in molte fasi della pianificazione: in pratica possiamo scrivere le nostre note a margine su quasi ogni cosa.
Dopo aver passato un po’ di tempo in questa fase preliminare passo al gioco vero e proprio.
Mi viene presentata una visuale isometrica tridimensionale della città. La grafica della città è senza infamia e senza lode: l’angolo di visuale è bloccato ma è possibile zoomare quasi a livello stradale.
Questa visuale molto carina è però pressoché inutile. Infatti tramite questa visuale possiamo solo accedere ai dati di supporto dei singoli edifici e delle aree della città: ad esempio cliccando sulla università possiamo scoprire che quei casinisti degli studenti sono tutti dalla nostra parte.
Il gioco è a turni, o più precisamente a giorni, quindi abbiamo tutto il tempo che vogliamo per prendere le nostre decisioni tattiche.
Il nostro ruolo è quello di coordinatore della campagna: dobbiamo quindi assegnare una serie di missioni ai nostri uomini chiave.
La quantità di missioni assegnabili è molto alta e va da cose leggere e innocue come la raccolta di fondi o la pubblicazione di un sito internet, fino alla dimostrazione di piazza e allo sciopero.
Bisogna stare molto attenti ad assegnare le missioni correttamente: ad esempio lo studente punkettone non è proprio il massimo per parlare con i commercianti, ma è in grado di organizzare concerti stupendi per galvanizzare i giovani.
Quello che possiamo fare è sostanzialmente solo scegliere le missioni per i nostri uomini chiave e stare a vedere come vengono portate a termine. I risultati delle missioni vengono comunicati tramite lettere e articoli di giornale e in alcuni casi tramite piccoli filmati 3D.
Dobbiamo naturalmente gestire oltre alle competenze dei nostri uomini e dei nostri gruppi anche due importanti risorse: il denaro e il supporto. Entrambe queste risorse sono necessarie per portare a termine le missioni.
In definitiva questo è un vero e proprio simulatore, quasi un software didattico. Le meccaniche del gioco sono molto dettagliate e la quantità di sfide disponibili è pressoché infinita. Però dall’altra parte il continuare a leggere lettere, guardare mappe e tabelle potrebbe annoiare.
In ogni caso voglio provare a giocarci una settimana prima di dare il mio commento definitivo.



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