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I MicroBlog Possono Influenzare i Lettori Più dei Blog Tradizionali?

Pubblicato il 11-04-2007 da Sergio

I Microblog sono un fenomeno relativamente nuovo in perlopiù in via di definizione. L’espansione e il relativo successo di questo nuovo fenomeno sono dovuti al riadattamento da parte degli utenti della piattaforma Twitter.

Twitter inizialmente nato come strumento integrato alla telefonia cellulare per piccoli gruppi di amici si è trasformato in un vasto social network che contiene dai candidati alla presidenza degli Stati Uniti, alle blogstar più affermate.

Questo nuovo canale è presto passato dallo scopo originale di far sapere al mondo quello che si sta facendo ad un canale per pubblicare micropost (il limite massimo della piattaforma è 140 caratteri).

Questo ha generato appunto dei Microblog: ovvero dei blog aggiornati anche con frequenza altissima (anche diverse volte all’ora) dove perlopiù si lanciano segnalazioni, rapidi commenti, consigli, auguri o anche ci dove si piange un po’ addosso (nel perfetto stile dei blog).

A differenza dei Blog tradizionali che per essere seguiti richiedono un feed reader e parecchio tempo a disposizione (io ho ancora 1462 post da leggere… gasp!) il microblog arriva comodamente nel proprio instant messanger, e quindi ogni micropost richiede il tempo di pochi secondi per essere letto e assimilato.

Oltre a questo dopo aver assimilato il messaggio si può anche rispondere, ricordandosi che non ci si trova in una chat e che non tutti i tuoi lettori sanno di quello che stai parlando. Ogni risposta quindi deve essere “autosufficiente” esattamente come il post di un blog.

In questo modo si possono creare dinamiche di comunicazione molto simili a quelle della blogosfera ma incredibilmente più rapide.

Il fatto che mi ha portato a questa riflessione è accaduto questa mattina.

Uno dei primi messaggi che ho letto, scritto da Kay, spiegava come integrare Twitter in Jaiku.

Come molti altri non avevo mai sentito parlare di Jaiku.

Incuriosito ho fatto la mia parte sollevando i miei dubbi: in breve tempo molti hanno cominciato a scrivere di Jaiku e alcuni si sono anche iscritti..

Come è finita la mattinata ce lo racconta Giovy che si domanda il perchè del rapido successo di Jaiku, così, in una mattina come le altre di un servizio che era li da prima di Agosto.

Balye nei commenti al post precedentemente segnalato, fa notare come si sia incuriosito in seguito messaggi via Twitter, mentre come probabilmente avrebbe potuto ignorare un post su un blog.

Penso che lo strumento del Microblogging come twitter, benche ancora grezzo (a malapena la piattaforma sta in piedi con un numero ancora discretamente limitato di utenti attivi) sia potenzialmente molto efficace in quanto istantaneo e diretto. Una comunicazione minima quasi istintiva

Questo sta creando dei “stormi” di utenti? L’evento scatenante della migrazione italiana verso Jaiku è stata la scelta di Laporte di spostarsi su questa piattaforma portandosi dietro molti dei suoi lettori.

I Microblog possono quindi essere gli strumenti per creare stormi digitali, o meglio uno Smart Mob?

Esagero? Molto probabilmente si.

Tu cosa ne pensi?


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7 Commenti

Giovy ha commentato:

Interessante interrogativo, anche se penso che NON siano i microblog ad influenzare i lettori (Twitter non si può definire un microblog, altrimenti Tumblr cosa sarebbe?) ma l’utilizzo di nuove applicazione sociali che permettono di fare broadcasting in modo semplice, raggiungendo immediatamente decine/centinaia di persone.

Kromeboy ha commentato:

Senza entrare troppo in un discorso di nomenclature, e comunque senza voler dare il ruolo di verità rivelata agli articoli di wikipedia le rispettive definizioni sono

“Twitter is a social networking and micro-blogging service”

Mentre

“A tumblelog is a variation of a blog, that favors short-form, mixed-media posts over the longer editorial posts frequently associated with blogging.”

Poi non so dato che MicroBlog per me non è altro che una buzzword ancora tutta da definire.

In ogni caso nel post considero Microblog quei servizi che come Twitter notificano istantaneamente i post su IM e che contengono solo testo e Link in messaggi inferiori ai 200 caratteri.

Poi forse col tempo verranno inventate buzzword diverse per ogni servizio: che so nanoblog, picoblog, Everything-but-the-blog e via così :-)

RedPill ha commentato:

«I Microblog possono quindi essere gli strumenti per creare stormi digitali, o meglio uno Smart Mob?»

penso proprio di sì, soprattutto per merito della natura multi-rete di twitter che porta l’informazione ovunque, anche su cellulare. Le potenzialità ci sono tutte, e i primi casi lo dimostano.
Non so se posso considerare i microblog più “influenti” dei classici blog, perché è differente il modo in cui ci si accosta al (micro)post rispetto al post: nel primo caso la risposta può essere istantanea, ma è sempre regolata da una sincronia che si avvicina quasi alla compresenza fisica, in cui il luogo è Twitter. Per questo motivo, si diventa smart mob dell’intelligenza connettiva, e chi non è connesso in quel momento viene escluso da questa ondata di informazioni. Al contrario, il post richiede maggiore impegno (sia per chi scrive, che per chi legge), implicando una riflessione ancor prima dell’azione. L’influenza è semplicemente diversa – a mio parere – e Twitter scatena processi decisionali basate unicamente sull’emotività, su una scelta istantanea, e meno sulla ragione, se così vogliamo dire. Forse proprio per questo è ideale per veicolare buzz.

bayle ha commentato:

La potenza di Twitter e Jaiku è la straordinaria semplicità intrinseca degli stessi. Leggere come ben dici te è facile per via della lunghezza dei “micro-post”, 140 caratteri sono pochissimi e quindi uno è costretto a sintetizzare il concetto perdendo si informazioni ma acquistando in concretezza.

I post, di solito, esprimono un argomento dando uno sguardo alle informazioni/notizie/qualità più importanti, magari approfondendo molto la cosa mentre le “Twitterate” (perdonatemi il neologismo) sono essenziali. Uno legge in due secondi, si fa un’idea e se vuole può approfondire. Ripeto, l’essenzialità e la semplicità sono la forza di questi servizi.

Io poi come hai scritto sul blog sono stato incuriosito dalle tue “Twitterate” riguardo Jaiku e così mi sono iscritto scrivendone pure io su Twitter, è un circolo vizioso.
Tante volte (la maggior parte) leggo i post dei blog tra le righe: salto alcune parti non interessanti e mi concentro su altre. Questo meccanismo su Twitter e Jaiku è portato all’ennesima potenza, così se mi interessa vado a approfondire, se non mi interessa ho perso solo due secondi del mio tempo.

Chiedo scusa se a tratti i miei pensieri sono di difficile comprensione, ma mi sono svegliato da poco e sono ancora un po’ rincoglionito.

antolo ha commentato:

Bella discussione…

Ecco la mia esperienza.

Per oltre 3 mesi ho usato Twitter praticamente ogni volta che ero connesso alla rete. Da due giorni la mia rete aziendale ha “bannato” twitter.com e posso “twittare” solo la sera.

Mi sono accorto che Twitter mi serviva per:

1) essere aggiornato su nuovi post interessanti
2) nuove mode in rete
3) discutere in maniera “asincrona”

Provate anche voi. Smettete di twittare per un paio di giorni e controllate cosa vi manca.

Io adesso comunque sono migrato su Jaiku perche’ non e’ stato (ancora) bannato. La prima impressione e’ la mancanza di semplicita’. Troppe cose da fare e da scegliere.

Io mi ero abituato a leggere e scrivere, tutto qui.

Perché dovrei usare Twitter? at Yaab ha commentato:

[...] Twitter influenza le persone, e molto: ne parlava tempo fa Sergio Longoni, tante volte attira di più l’attenzione un micro-post su twitter che un intero articolo, di [...]

SCM ha commentato:

Sto creando una specia di servizio microblog e volevo chiedere la Vs. opinione se è un servizio che serve/ che piacerà alla gente…Originalmente ho creato il servizio per i albergatori. In practica, gli alberghi mettono un piccolo bollino sul loro sito, quando il cliente clicca su questo bollino si apre una piccola finestra con un microblog. il cliente puo scrivere al albergo (chiedendo domande, sconti, ecc.) e il albergo risponde. Ogni twit lasciato può essere o privato (si vede soltanto quel cliente e il albergatore) o pubblico (ogni persona che clicca sul bollino di quel albergo vede il twit).

Più o meno l’idea è quello. Cosa pensate?

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