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Il Blog di Sergio Longoni

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Behind Blue Eyes

Pubblicato il 15-11-2007 da Sergio

Si lo ammetto, sono io. Sono io l’uomo cattivo.
Avrai sicuramente letto di me sui giornali, oppure mi avrai sentito descrivere in televisione quando, psicologi, opinionisti o giornalisti si impegnano nel cercare le cause di un qualunque drammatico evento di cronaca nera.
Ancora andavo alle elementari e già ero entrato in contatto con quelle cose che sono in grado di traviare una giovane mente: i cartoni animati giapponesi! Guardavo sia quelli con i robottoni, sia altri ultraviolenti come Ken il Guerriero e l’Uomo Tigre.
Ma non c’erano solo i cartoni animati a condizionale la mia giovane mente: c’era anche il Wrestling! Sul teleschermo i miei modelli erano i Legion of Doom e The Undertaker. Il wrestling mi piaceva parecchio e infatti avevo una collezione completa di figurine con i miei campioni e in sala giochi giocavo alla Royal Rumble con il videogioco di Wrestlingmania.
I videogiochi nelle sale giochi: ecco un’altra pratica antisociale che ho svolto in gioventù!
Crescendo con queste basi non ho potuto che peggiorare: quando andavo alle medie passavo i pomeriggi sul mio skateboard da vero teppistello di periferia, mentre quando pioveva andavo a casa di amici a giocare sul PC a Wolfenstein 3D, DooM o Rise of the Triad.
Andando alle superiori la mia condizione di nemico pubblico non è potuta che peggiorare. Manifestazioni di piazza rabbiose, a cui partecipavo rigorosamente con la kefia.
Nei pomeriggi giravo con una crew hip hop dove si cantavano canzoni dai testi sconci, si imbrattavano i muri e si ballava break dance.
Nello stesso periodo ho cominciato a giocare a Dungeon & Dragon e ad altri giochi di ruolo che altro non erano se non un modo per spingere i giovani verso il suicidio o il satanismo; difatti crescendo ho cominciato ad ascoltare Marilin Manson e quella musica demoniaca conosciuta come Metal. Naturalmente giravo vestito di nero facendo sfoggio di teschi e ho persino fatto parte di un gruppo musicale gotic-dark.
Ho letto pagine di testi proibiti quali Il Capitale, il Mein Kampf, il Libretto Rosso di Mao e Hagakure e mi sono imbattuto in diversi “ricettari anarchici” che spiegavano, tra le altre cose, come fabbricare le pipe-bomb saldando con la fiamma ossidrica un tubo imbottito di esplosivo (immagino quanti “anarchici” siano saltati per aria seguendo dei manuali così idioti). Avevo anche una copia dei manuali per sovvertire l’ordine pubblico usati dalla CIA in america latina e una di Coup D’Etat: A Practical Handbook di Edward Luttwak.
Canzoni anarchiche e estremiste, come quelle dei Sex Pistol o dei Ramones, hanno segnato gli ultimi anni delle superiori dove agli abiti neri erano si sono sostituiti vestiti colorati e stravaganti, e al metal si è sostituito il punk.
Le efferate manifestazioni pacifiste del movimento No Global hanno segnato gli anni successivi, insieme al pogo indiavolato ai concerti degli Ska-P o a quelli dei Derozer e Punkreas durante le feste di Liberazione.
E in tutto questi anni ho anche usato il PC: ho chattato e mi sono finto un’altra persona online, ho giocato a Carmageddon, a Gran Thief Auto, a Kingpin e a qualsiasi gioco che abbia destato scandalo sui media.
Per questo non mi stupisco se recentemente sono stato definito, insieme agli altri della mia generazione, un assassino nato. Infatti il messaggio che ti mando è

“Guardami, sono solo, non ho niente da dire, ma dedicami la tua attenzione, ascoltami, leggimi, comprami o ti sparo e poi, forse, mi sparo”.

Sono io il cattivo: lo dicono i media, lo dicono i giornali e la TV.
Nella mia vita ho fatto praticamente qualsiasi attività alla quale i media abbiano attribuito le colpa della violenza e anzi, comincio a pensare che i l’opinione pubblica demonizzi qualsiasi cosa io faccia.

Ciò nonostante, ho un lavoro che mi piace, faccio volontariato, sorrido alle persone che incontro e cerco di essere gentile con tutti. Non odio i politici, e più in generale non odio nessuno. Penso infatti che la rabbia e l’odio non portino lontano. Penso sia meglio essere costruttivi che distruttivi.

Sono io quello sbagliato o i media devono smetterla di distribuire responsabilità a casaccio fomentando il panico sociale?

No one knows what it’s like
To be the bad man
To be the sad man
Behind blue eyes


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