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A TeleCamere si parla di Open Source

Pubblicato il 31-07-2006 da Sergio

Ieri sera a notte inoltrata a TeleCamere, programma di approfondimento politico in onda su Rai Tre, si è parlato di Open Source.

Lo spunto iniziale del servizio è stata l’iniziativa “Politiche di Austerità” che ha raccolto più di 4000 firme di tecnici e appassionati a favore dell’introduzione del software libero nella pubblica amministrazione.

Sono stupito che questa iniziativa sia riuscita a far parlare di se in un programma politico della domenica sui canali nazionali.

Certo: il servizio è stato l’ultimo di una svogliata puntata estiva dove si è parlato tra l’alto di Calcio Mercato tra i politici, e dove l’ex ministro Giulio Tremonti ha concesso una intervista interminabile.

Ma torniamo a parlare del servizio.

Come ogni buon servizio che parla di informatica è cominciato con la buona serie di banalità tipo “alle soglie del terzo millennio” e “autostrada dell’informazione”.

Espletate queste formalità necessarie abbiamo potuto sentire la voce il punto di vista di alcuni importanti esponenti del mondo informatico.

Favorevolmente hanno parlato un rappresentante di OpenOffice Italia con un intervento realmente ben calibrato sul tipo di target della trasmissione, e un rappresentante di Mozilla Italia, visibilmente più in difficoltà del suo collega di OpenOffice, ma comunque comprensibile.

Abbiamo visto i promotori dell’iniziativa vestiti con le loro goliardiche magliette gialle con tanto di pinguino armato di katana e scritta “Kill Bill”.

Come contraddittorio è stata data la parola ad un rappresentante di Microsoft Italia il quale non ha mancato di citare i famosi studi commissionati dalla stessa Microsoft che dimostrerebbero come i loro prodotti siano meno costosi del software libero, e di come non bisognerebbe scegliere un software per il suo prezzo, ma per la sua qualità (e allora perchè dovrei scegliere Microsoft mi chiedo?).

In generale però anche il rappresentante di Microsoft è sembrato rassegnato a veder lavorare i prodotti della sua azienda insieme a quelli Open Source.

Per concludere sono stati intervistati l’attuale ministro e l’ex ministro competenti in materia: tutti e due si sono trovati fondamentalmente d’accordo con l’introduzione di software Open Source nella pubblica amministrazione.

Speriamo che alla ripresa dei lavori parlamentari tutto questo possa diventare realtà.


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1 Commento

Shinji ha commentato:

stiamo assistendo ad una inversione di rotta da parte dei potentati dell’imformatica ,come nelle grosse rivoluzioni sociali ,una su tutte la primigenia Frisco del flower power,quando non si riesce o risulta inpopolare abbattere uno stile ,un modus vivendi lo si ammalia e devia dal sentiero d’origine con ammiccamenti volti al volemose bene ed alla pacifica convivenza.
l’open source ,dalla massa dei fruenti web, è vissuta ancora come una cosa strana non sicura e dal vago “puzzo” no global, le major lo sanno bene e con fare bonario da padre navigato ed esperto guidano il gregge nelle sicure fila del “tanto paghi tanto avrai” con buona pace della libertà di mercato da loro inventata e sfruttata inversamente al significato stesso
questa autostrada telematica assomiglia sempre più alla salerno-reggio calabria un tot di km di promesse e prese per il culo di apparentamenti e beceri burocratismi….(segue dibattito)

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